Passa ai contenuti principali

Post

quiche di trombette...

...veramente volevo intitolare il post "suonino le trombe!", ma non sia mai che venga fraintesa, soprattutto da chi, non ligure, non sa cosa siano le nostre trombette. Semplice, zucchine (o zucchini, come da sempre si è detto in casa mia). Zucchine speciali, almeno per me che non ne sopporto di altra qualità. Ma queste mi piacciono davvero, poco acquose, dolci, senza semi... se poi sono le mie (s'era capito, no?) ancora meglio. Insomma, per farla breve, una quiche di zucchine con brisé un po' particolare, alle nocciole. Un connubio ormai così ben sperimentato che non l'abbandono più... Ingredienti: per la pasta 250 grammi di farina 00 125 grammi di burro 50 grammi di nocciole tostate tritate un pizzico di sale per il ripieno 1/2 chilo di trombette (o altre zucchine a piacere; peso netto) uno spicchio d'aglio 25 fiori di zucca un rametto di santoreggia 100 grammi di panna liquida (da montare, migliore di quella da cucina. Non zuccherata, n...

ci provo?...scones

Ci provo? Non ci provo? Ci provo! Per meglio dire: ci ri-provo! Ma non a fare gli scones, no no, bensì a cambiare veste al blog. Insomma, questi modelli dinamici mi piacciono da morire però la prima volta l'esperienza era stata un po' disastrosa. Anche ora è un po' disastrosa... rettifico e torno al vecchio! Ora: gli scones. Fatti in fretta e furia per "tappare" un buco "di colazione", devo dire che mi hanno conquistato. Facili, velocissimi e buoni, in poche parole: da rifare (anche loro!!!). Migliori se consumati appena fatti (lasciateli intiepidire, però), sono ottimi anche il giorno dopo. Non è assolutamente vero che diventano "gnucchi"; perdono solo un po' di friabilità superficiale diventando uniformemente morbidi. In più non sono troppo dolci, quindi si prestano benissimo a farciture golose senza che l'abbinamento diventi stucchevole. Per questa prima volta mi sono buttata sul tipo classico, con l'uvetta, ma natura...

plumcake dolce alle zucchine

E beh, direi che la mia assenza è durata fin troppo, no?  Se qualcuno pensava che ormai avessi chiuso i battenti si sbagliava (ah, ah, ah) ma ormai dovreste essere anche abbastanza abituati alle mie lunghe assenze. Per la verità NON sono stata in vacanza... ho voluto solo "staccare" un paio di mesi dal web (e dagli impegni connessi) per dedicarmi ad altre incombenze molto più pressanti che riguardavano sia la mia vita personale che la veste di foodblogger. Quelle personali credo vi annoierebbero parecchio, quindi ve le tralascio; vi posso invece dire che presto ci saranno diverse novità che mi riguardano come foodblogger... novità piacevoli (per me, almeno) che non vi voglio anticipare in parte per scaramanzia ed in parte per lasciarvi il gusto della sorpresa. Poi... le mie "fatiche" non sono ancora finite e dirò "gatto" quando l'avrò ecc ecc. Dunque dopo due mesi di fiori di zucca (ormai ne avrete fatto indigestione!) torno ai miei ...

fiori di zucca al forno...

... e così, in questo periodo in cui tutte, chi più chi meno, un po' si soffre di "voglia di cucinare saltami addosso", un piatto semplice e veloce ma gustoso. Io ho la fortuna, ormai, di avere delle piante di zucca che mi riforniscono tutti i giorni di un bel mazzetto di fiori. Dopo averli fatti in tutti i modi ecco che la mia vicina mi suggerisce una panatura "alla sicula". Detto-fatto. Mi sono piaciuti molto e vista anche la velocità di realizzazione penso proprio che li rifarò. La stessa panatura (e metodo di cottura) si può utilizzare anche per altri alimenti e potrebbe anche essere arricchita con erbe aromatiche a piacere. Purtroppo il piatto è poco fotogenico in quanto i fiori si appiattisco in cottura risultando un po' "sfrittellati"; pazienza. Vi lascio la ricetta senza l'indicazione delle dosi; scoprirete da soli che è impossibile sbagliare.  Piccola comunicazione: per qualche giorno sarò assente dal web, ma con la frequenz...

confettura di albicocche, mandorle e lavanda... ancora frutta!

Ancora frutta, sì, perché quando è matura o la regali o ne rimani sommerso, visto che matura tutta insieme. Per fortuna ci sono sempre amiche disposte a darti una mano nel momento del bisogno ed ecco che, dopo il boom delle ciliegie, è arrivato quello delle albicocche. Insomma, in casa, se non l'aveste capito, me ne sono arrivate un bel po' e poiché la confettura di albicocche è una delle mie preferite... I biscotti gialli sono frutto di un esperimento... non pienamente riuscito; pertanto, per il momento, niente ricetta! Infine una comunicazione di servizio: Ale (sì parlo proprio a te che hai l'icona raffigurante quello strano esserino blu dalla bocca larga) non riesco più a trovarti (e non sono l'unica)! Dov'è finito il tuo blog??? Ingredienti: un chilo di albicocche al netto del nocciolo 550 grammi di zucchero succo di mezzo limone mandorle pelate a filetti qualche fiore di lavanda due cucchiai di brandy Esecuzione: tagliate a pezzetto...

sorbetto alla ciliegia

Una delle cose belle dello stare "in campagna" è che, in piena stagione, ti piomba in casa una quantità spropositata di frutta matura. Paradossale, no? In città, dove ne avresti bisogno, ti tocca comprarla, quando invece hai un pezzetto di terra da cui ricavi qualche piccola produzione orticola, i vicini arrivano con le LORO produzioni. Per carità, ben venga! Così, sul finire della raccolta delle ciliegie (e già in avanzata stagione di albicocche) una ricettina "volante" e veloce con questo frutto la voglio lasciare. Sono di corsa, come spesso mi succede, ultimamente. Mi scuso se non sono riuscita a passare da tutti i blog che vorrei visitare... cercherò di rimediare. Per il momento, "godetevi" un attimo di relax con un sorbetto. Ingredienti: 100 grammi di zucchero 300 grammi di ciliegie mature (pesate senza nocciolo) un albume un cucchiaio di succo di limone qualche goccia di essenza di vaniglia Esecuzione: mischiate lo zucchero c...

cupcakes all'anice con swiss meringue buttercream

Avete presente una buona lettura? Beh, se ce l'avete non acquistate questo libro. L'autrice, Franca Foffo, mal si destreggia tra i fornelli e questo niente sarebbe se almeno il suo libro mantenesse quel che la copertina promette: di essere elettrizzante, frizzante ed ironico; in realtà l'impressione che suscita è tutt'altra: patetico e banalotto. Le oltre 180 pagine di diario dell'autrice/protagonista, da leggersi in 20 minuti  (ma quante battute sono???), tentano di condurci in un mondo fatto di grandi firme della moda italiana e shopping, amori finiti (consoliamoci col cioccolato), pseudo-consigli risibili e scontati, il tutto condito da "piccole perle di saggezza", citazioni di Wilde, Goethe, Baudelaire, De Sanctis ecc ecc. Vien da pensare che il libro sia stato costruito intorno a questi aforismi scovati casualmente qua e là, non viceversa. O forse no, sono un po' una malalingua. Franca Foffo sembra essere un'accanita lettrice ...