Image Cross Fader Redux caffé col cioccolato

mercoledì 1 ottobre 2014

romesco... di salse, strumenti, storia




Cominciamo da lontano: il mortaio.
Chi potrebbe mai pensare che questo strumento, antichissimo ma sempre attuale, risalga ad almeno 20.000 anni fa? 
Se il suo utilizzo odierno può essere considerato un "lusso", relegato com'è ai momenti in cui abbiamo la voglia (ed il tempo!) di dedicarci ad una preparazione con tutta calma, senza fiondarci sul primo "robottino" che ci capiti tra le mani, non possiamo dimenticare che da esso dipendeva la sopravvivenza dei nostri progenitori. Serviva a ridurre le radici fibrose in composti commestibili, a estrarre i semi oleosi dalle loro parti legnose, a ridurre in farina i cereali.
Uno strumento dall'utilizzo quotidiano, indispensabile, "faticoso".
Facciamo un salto temporale, arrivando un po' più vicini ai giorni nostri: la scoperta dell'America e l'arrivo in Europa di molte verdure (e non solo); ingredienti che oggi ritroviamo facilmente sulle nostre tavole (e nei nostri orti) ed il cui utilizzo è talmente quotidiano che spesso ne dimentichiamo le origini: pomodori, peperoni (oltre a patate e melanzane) ... 
Se finora questo discorso vi pare un po' sconclusionato, non avete tutti i torti, ma sto per tirare le fila. 
Quello che va ad incrociare i due ragionamenti, riannodandoli in modo paziente ed equilibrato, senza che uno abbia preminenza sull'altro, prende il nome di una salsa catalana: la salsa romesco. 
Come sia nata non lo so; ne ho trovato solo una scarna traccia che la fa risalire al XVI secolo, ad opera di marinai spagnoli.
In ogni caso, ora che l'ho assaggiata, sono pronta a dire che è una preparazione che porta con sé tutti i profumi di un tempo: il pane, l'aceto, l'olio; sapori semplici, generosi, forti.
E poiché ho voluto immergermi totalmente nella preparazione, in una sorta di ritorno alle origini, quale modo migliore, per assaporarne in pieno tutti gli aromi, uno dopo l'altro, ad ogni giunta di un nuovo ingrediente, che quello di utilizzare il mio bel mortaio di marmo? Mentre ero lì, che pestavo forsennatamente, mio marito è accorso, attirato dai profumi che si sprigionavano... tutto dire, no?
Sì, vabbè, per inciso mi ha anche chiesto se volevo che facesse lui, ma io, dura e pura, sono andata avanti imperterrita. Ennò?   
Come tutte le ricette della tradizione, anche per questa ne esistono più versioni; dopo una serie di ricerche in rete e non, ho realizzato una sorta di buon compromesso, utilizzando gli ingredienti che abbiamo a disposizione in Italia, cercando però di mantenere l'integrità della ricetta. Ad esempio non ho potuto contare sui ñora essiccati... sostituiti con falde di peperone dolce essiccate. In alcune Regioni del sud, dove si trovano i peperoni cruschi, sono convinta che la sostituzione darà risultati ancor più gradevoli.      
Anche così, l'esito è stato esaltante, non ho dubbi. 
Come l'ho utilizzata? Con verdure grigliate e per una bruschetta, fatta con pane toscano, tanto per rimanere in tema di "semplicità", ma potrete servirla con spiedini e carni alla brace, con i pesci, con i fritti, qualcuno suggerisce con gamberi in tempura. 
In Catalogna sovente è abbinata ai calçots, una varietà di cipolle cotte alla brace in un modo molto particolare. 
Insomma, una salsa certamente "di carattere", che vi esploderà dentro con un arcobaleno di sapori, com'è successo a me che l'ho sentita - posso dirlo? - fin nel naso, da consumare insieme a ciò che più vi piace.
La prossima volta userò di sicuro il mio piccolo mixer, quello che uso per il pesto; oggi, nonostante il tempo impiegato, sono davvero molto soddisfatta così.
Ma quanto l'ho fatta lunga? Me ne accorgo ora...

venerdì 26 settembre 2014

sfumature di gusto: ricette per cucinare menù a colori





Era nell'aria, era nelle nostre menti e nei nostri cuori... era nelle nostre cucine e finalmente da oggi anche nelle librerie!
Quando sono arrivati a casa non ci potevo credere, ho aperto il pacco con emozione... posso dirlo? quasi con trepidazione; non credo di sbagliare se dico che anche Cinzia ha provato gli stessi sentimenti.
1... 2... 3... 4! 
Eccoli lì, in "carne e ossa", pagina dietro pagina, così come li abbiamo voluti, costruiti, amati... ecco le nostre "creature" che vi presentiamo con immensa gioia: Sfumature di Gusto.





Una mini Collana edita da Hoepli (mica pizza e fichi!) e nata a quattro mani, quelle di Cinzia e le mie, per celebrare il colore a tavola.
Quattro libri, perché uno ci sembrava troppo poco ;) e... di più sarebbe stato un po' troppo oneroso, per noi che dovevamo scriverli e, diciamolo, anche per voi lettori. E poi, volete mettere dire ho scritto un libro, anzi no, 4!  C'è di che sentirsi compiaciuti... insomma torno lì, mica pizza e fichi! 

Una sfida grande, partita più di due anni fa, in sordina, portata avanti a suon di email (centinaia) e di telefonate (fiume) per parlare di ingredienti, di idee, di suggerimenti... per potersi tirar su di morale o per motivarsi, quando le energie languivano un po' (tanto, a volte) a continuare, a non mollare, ché ormai ce l'avevamo quasi fatta. 
Ricette a colori: in verde, in giallo, in rosso e in bianco e nero, comunque le vogliamo chiamare, sempre di colori si parla... e di tutte le sfumature che la natura regala con i suoi ingredienti, che noi amiamo pensare di poter assaporare non solo con la forchetta ma anche con gli occhi.
Ed ora, che, per così dire, tutto è compiuto, ci piace condividere la nostra gioia, (tanta!) e presentarvi questo progetto semplicemente sfogliando qualche pagina insieme a voi.




Meravigliarsi di trovare l'insolito dentro le solite cose, ecco com'è nata lidea di libri con ricette a tema "colore".

Siamo partite dal presupposto che cercare di ottenere una tinta piacevole nella realizzazione di un piatto sia importante, non solo per chi si occupa di cucina professionale, ma anche per tutti coloro che quotidianamente si dedicano alla preparazione del cibo, perché il primo impatto che abbiamo con i nostri alimenti è quello visivo. 
Ma cucinare "a colori", senza l'aiuto di coloranti artificiali, è possibile? Ecco la sfida.
Da qui l'idea di inventare e comporre pietanze secondo la tinta dei loro ingredienti.
Null'altro che frutta, verdura, spezie, alimenti comuni e di facile reperibilità, con ricette interpretate sul filo della nostra tradizione, ma anche d'ispirazione etnica e sempre con ingredienti rigorosamente naturali. 

A volte è facile mantenere il colore di partenza, ma accade anche che le strane leggi della chimica riescano a sorprenderci... sta a noi sfruttare questi "effetti collaterali" convertendoli in "effetto sorpresa".        
 





Molte delle nostre ricette saranno interpretabili e intercambiabili, potrete cioè giocare a sostituire gli ingredienti per cambiare il colore finale di un piatto e sarà un divertimento in più, per chi avrà voglia di seguirci in questo "percorso".

Abbiamo anche voluto utilizzare, occasionalmente, qualche ingrediente insolito, prodotti poco diffusi o quasi sconosciuti, che per il solo fatto di non avere grande riscontro dal pubblico vengono trascurati dai nostri mercati: si tratta invece di piccole preziosità che meriterebbero un risalto maggiore, perché nella pigmentazione degli alimenti risiedono anche indicazioni importanti per il nostro organismo.
 






La parte finale di ogni libro è dedicata a menù "a tema", sempre seguendo il filo conduttore del colore.
Potrete proporli ai vostri amici anche secondo schemi inusuali: avete mai pensato di organizzare una cena a tema "tutto nel bicchiere"? Oppure in giardino? O magari sul prato?
E nelle brevi pause pranzo in ufficio, trattarsi bene con un piatto preparato a casa e gustato "al volo", in compagnia dei colleghi, non guasta, no?

Ecco, sono tutte circostanze alle quali abbiamo voluto dare una "risposta – proposta" con questi 4 libri, acquistabili sia singolarmente che, tra pochi giorni, tutti insieme, in cofanetto.

I libri sono disponibili da domani in libreria, se non li trovate potete richiederli al libraio oppure ordinarli direttamente sul sito di Hoepli:
e anche su Amazon
qui, qui, qui, e qui

Sfumature di gusto – collana di ricette per cucinare menù a colori
Editore Hoepli - Milano
Realizzazione editoriale Studio Thesis
Progetto grafico e copertina nmcg

Buona lettura :))




giovedì 25 settembre 2014

giovedì gnocchi... ma speciali e verdi, per il ... -1!



Che tinta mancava? Il verde. Facile, no?
Forse la mia "tinta" preferita, in fatto di cibo, visto che adoro cucinare (e mangiare!) verdure di ogni tipo.
Ecco dunque degli gnocchi, un po' particolari, perché impastati con i broccoletti e a base di polenta bianca.
Per un "total look" utilizzate condimenti verdi: pesto di broccoli, di zucchine, di rucola... io ho condito con una delle salse che preferisco in assoluto, il pesto alla genovese. 
Se poi volete invece un sapore davvero particolare, ispiratevi al suo e, già che ci siete, fermatevi a curiosare nel blog per scoprire con quale "colore" celebrerà la sua attesa...
Vorrei infine ringraziare questa sgarzolina, che ci ha accompagnato lungo tutto il nostro conto alla rovescia; è veramente un'amica e non finisce mai di stupirmi...    
E domani?  

mercoledì 24 settembre 2014

tortino di patate e curcuma; giallo come l'oro per... -2!



Giallo come l'oro, giallo come il sole... giallo come la curcuma, una spezia dalle mille proprietà che sta acquistando la popolarità che merita. Resta poi da vedere se le proprietà benefiche di questa radice permangano anche una volta essiccata e ridotta in polvere (e cotta!) o se oppure occorrerebbe utilizzarla fresca. 
Un po' la curiosità di conoscere il suo vero sapore ce l'ho; da quando mi sono accorta che lo zenzero fresco ed in polvere hanno un gusto molto diverso avrei voglia di andare nei vari Paesi d'origine delle spezie ed assaggiare tutto quello che mi capita a tiro... L'unica mia speranza è che, visto che ormai tutti la conoscono e la utilizzano, prima o poi gli importatori decidano di farla arrivare anche qui, con buona pace del km 0.
Per questo tortino ne ho usata "un po'", tant'è che è venuto di una tinta quasi fluorescente, ma davvero bellissima.
La ricetta ricorda vagamente il "gattò" napoletano, molto vagamente, ve ne accorgerete scorrendo gli ingredienti tra i quali c'è anche la scorza di limone. Una piccola precisazione: dopo aver assaggiato in un ristorante un puré al limone, ho deciso che l'abbinamento di quest'ingrediente con le patate mi piaceva proprio. La mia dolce metà (che a volte sembra essere tutto tranne che dolce!) mi ha fatto notare che ne avevo messo troppo, mentre a me è piaciuto. De gustibus... 
Questo per mettervi sull'avviso: se la scorza di limone non vi è particolarmente gradita, aggiungetene un po' meno.     
Se il colore di questa ricetta è inequivocabilmente il giallo, di che colore sarà la ricetta di Cinzia?
A domani per l'ultimo appuntamento... 
Chi sa dire quale tinta manca ancora all'appello?