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22 gennaio 2017

biscotti al latte semplici

 

Questi li ho copiati da lei, Marina, nell'impeto di furto di ricette che mi sta prendendo ultimamente.
D'altra parte a volte mi è impossibile resistere alle tentazioni - quelle foto, così pulite e belle, rappresentavano davvero un richiamo irresistibile - e dopo la farinata di zucca che è stata una vera e propria scoperta, eccone un'altra, i biscotti al latte, semplici veloci e genuini, perfetti per una pausa senza troppi sensi di colpa. 
Se avete dei bimbi, farli con loro può rappresentare un piacevole momento da vivere insieme, specie in pomeriggi uggiosi come questo, che sembra non passino mai.
E poi... merenda! Con il latte per i piccoli, con tè o caffè per gli adulti.
Olio al posto del burro... e così vanno bene anche per me. 
Latte - questa volta vaccino - e un solo uovo, e il colesterolo lo teniamo comunque a bada.
Inoltre la curiosità di sperimentare l'utilizzo dell'ammoniaca per dolci, ingrediente che non faccio altro che comprare, poi buttare perché scade, allora lo ricompro, ma non osando usarlo lo lascio di nuovo scadere, in un gioco interminabile a cui ho finalmente messo fine.
Insomma, l'ho detto, no? Belli, facili, veloci e sani.
Unica piccola pecca, ma solo per me che ormai sono abituata a sapori meno dolci, la dose di zucchero, che la prossima volta diminuirò un po' oppure sostituirò con quello di canna. Conosco invece chi quella quantità l'avrebbe variata... al rialzo.
Quindi, se ne deduce, perfetti così! 
... e non chiedetemi chi, in casa, abbia la glicemia borderline. 
Per il resto praticamente copiati pari pari, se non fosse per la vaniglia, rimpiazzata dalle scorzette dei miei mandarini, che stanno maturando ora, indiscutibilmente bio.

06 gennaio 2017

farinata di zucca di Sestri Ponente alla moda...


... di Mary Grace!
Sì, questa ricetta l'avevo puntata diverso tempo fa proprio sullo splendido blog di Maria Grazia e subito l'ho fatta mia.
Mia perché è una ricetta ligure, anche se, ammetto l'ignoranza, non ne avevo mai sentito parlare. Ignoranza non colpevole, peraltro, visto che la preparazione sembra essere tipica di Sestri, ormai inglobata nella città di Genova come quartiere - delegazione - , ma un tempo Comune autonomo.
Mia perché adoro le torte salate.
Mia perché estremamente semplice, veloce, gustosa; ha pochissimi ingredienti, tra cui la zucca, e basta un attimo a prepararli.
Ditemi niente!
L'ho copiata praticamente pari-pari; unica variazione uno spicchio d'aglio, che non sarebbe contemplato nella ricetta originale, ma è stato un tentativo per far apprezzare la zucca a mio marito. Tentativo fallito. 
Unica raccomandazione: scegliete una zucca dalla polpa naturalmente asciutta perché occorre usarla cruda e se troppo umida si rischia che la pasta resti poco cotta. Da noi in Liguria, specie nel Ponente, si usano le zucche di trombetta, ma sono troppo acquose; io ho utilizzato la Okkaido ed era perfetta.   
E così, mentre in giro si finisce di festeggiare l'Epifania a suon di caramelle, frizzi, lazzi, ricchi premi e cotillons, io, antisociale, lo faccio con una pietanza salata che ha tutto il colore dell'oro.
Per incenso e mirra ci s'attrezzerà. 

22 dicembre 2016

di mini panettoni vegani alla zucca, dell'importanza delle parole... e buon natale



Devo dirlo: sono rimasta parecchio in dubbio se postare o meno questa ricetta e per questo motivo arrivo sul fil di lana.
In un periodo in cui nel web impazzano panettoni, e pandori, fatti in casa con tutti i crismi - sfogliature, lievito madre, lievitazioni lunghissime difficilmente programmabili -, pubblicarne un'interpretazione vegana mi sembrava un'eresia. Come tuttora mi sembra un'eresia chiamare questi dolci panettoni.
Poi ho deciso di farlo: primo perché mi sono piaciuti e quindi mi sembrava sciocco bloccarmi su una questione puramente linguistica - se non panettoni chiamateli come volete -, secondo perché rimane un'idea facile e veloce, che può essere d'aiuto a chi non riuscirà a produrre in tempo la versione classica, più elaborata.  Infine ci sono persone che non possono o non vogliono consumare alcun cibo di origine animale e questo post è anche per loro.
So anche che c'è chi li aspettava ;).
Sia chiaro che non ho nulla contro il vero panettone; in passato mi sono divertita a farlo più volte fino a postarlo su questo blog, anche se le foto dell'epoca non gli rendono giustizia (ma la morbidezza traspare eccome!). Ritengo anzi che quello fatto in casa, con ingredienti scelti e pregiati, non sia minimamente paragonabile al tipo industriale, e anche con l'artigianale, diciamocelo, se la gioca alla grande.
Però in questo momento non avevo nessuna voglia di lavorare tre giorni per controllare la forza del lievito madre dopo i rinfreschi, nessuna di riempirmi il freezer di albumi congelati né di fare le ore piccole per osservare con trepidazione lo stadio della lievitazione fino al fatidico è raddoppiato, via ad infornare!
Questi mini panettoni vegani sono semplicissimi e veloci, visto l'impasto diretto, ma una delle prossime volte ho già intenzione di vedere se si manterranno morbidi più a lungo con un lievitino, poolish, prefermentazione o altre astuzie del genere.
Il colore è dato dalla zucca e la ricetta l'ho elaborata, variandola appena, a partire da questa.
Almeno un po' di lavoro in più me lo sono procurato, preparando tre farciture diverse: la classica, a base di scorze d'agrumi candite e uvetta, una seconda, con pere essiccate preparate in casa, fichi secchi e cranberries, infine l'ultima, con marrons glacés e gocce di cioccolato. Scegliete voi quella che vi aggrada di più!
La mia preferenza? L'ago della bilancia s'è spostato leggermente verso la triade pere-fichi-mirtilli rossi.
Ho utilizzato pirottini per panettoni da 100g, ma se non li avete potete ovviare usando i classici stampini in alluminio usa e getta (quelli da crème caramel, per intenderci), anche se la forma non risulterà perfettamente cilindrica.   
Trattandosi di dolci estremamente sobri e poveri di grassi, dopo il secondo giorno cominciano ad asciugarsi un po', quindi il massimo sarebbe consumarli in giornata o il giorno successivo. In ogni modo conservateli ben chiusi. Anche la pezzatura che ho scelto - mono o bi-porzione -, in questo senso credo non aiuti: la mia considerazione deriva dal fatto che non sono molto distanti da un challah, lievitato meraviglioso che si conserva morbidissimo. Chi non lo conosce non sa cosa perde.
Per contro occorre dire che questi mini panettoni vegani sono così veloci che anche ri-farli non rappresenta un gran problema. Ho giusto un impasto in fase di lievitazione e questa volta lo cuocerò in un unico stampo da 600/700 grammi; nei prossimi giorni farò un aggiornamento di questo post... come si suol dire: stay tuned! 
Preciso che chi ama i sapori dolci potrebbe aver bisogno di aumentare la dose dello zucchero; per i miei gusti con la glassatura finale erano perfetti così: mi hanno accolto al risveglio per diverse mattine e me li sono goduti moltissimo. Gli ultimi giorni anche pucciati nel tè.
Buon Natale!