Image Cross Fader Redux caffé col cioccolato

giovedì 30 ottobre 2014

tortelli al vapore verde pisello



Tempo fa si diceva "verde pisello" per indicare una tinta ben precisa... si usa ancora?
Non saprei, in ogni caso oggi di un piatto "verde pisello" parlerò, ed è naturale visto che in questi tortelloni l'elemento principale sono proprio i piselli; compaiono nella pasta e nel ripieno, in un total-look davvero strabiliante. 
Sarà che da tempo il tema "colore" mi affascina, sarà che dal freezer un bel pacchetto di piselli surgelati - i miei, auto-prodotti questa primavera -, mi guardava da tempo chiedendomi  di essere cucinato, fatto sta che ho deciso di provare a ricavarne dei tortelli un po' insoliti.
L'idea iniziale era quella di fare una sorta di pasta ripiena di magro, alla ligure, senza uova nella sfoglia, ma quando questa mattina mi sono messa all'opera, poco alla volta la "cucina" m'ha preso la mano e da un passaggio mentale ad un'altro ecco nati dei "ravioli" che possono ricordare, nel procedimento, quelli cinesi, ma che di cinese hanno ben poco, sono anzi a buon diritto decisamente italiani.
Nel passato i legumi erano conosciuti come "carne dei poveri" per il loro contenuto proteinico. I loro componenti nutrizionali si integrano bene con quelli presenti nei cereali ed è il motivo per cui nei piatti della tradizione mediterranea queste due categorie di alimenti vengono spesso proposte in abbinamento: pasta e ceci, pasta e fagioli, riso e piselli...  senza di essi i miei pranzi invernali sarebbero sicuramente molto più tristi.
Legumi e cereali, dunque, elementi principe di questa pasta ripiena che vede anche la presenza di un morbido caprino, formaggio dalle origine antiche. Un filo, indispensabile, d'olio extravergine ed il piatto è completo, buono, semplice e - perché no? - anche vivace, per rallegrare la tavola invernale. 
Potrete cuocere i tortelli col metodo tradizionale (lessarli) oppure al vapore; io ne ho cotto metà in un modo e metà nell'altro e il risultato è stato praticamente identico. 
Se ve n'avanzerà qualcuno potrete ripassarlo in padella o in forno, con poco olio, per fargli acquistare quella crosticina croccante che lo trasformerà in un "finger" delizioso.  
Si tratta di un primo piatto e non di un antipasto, lo so... perché specifico questo?
Tornate sabato e lo saprete!
Con questo piatto partecipo al contest promosso dall'AIFB "I magnifici 6"

lunedì 27 ottobre 2014

crumble di pere a colesterolo zero

 

Una ricetta per un altro contest, sempre targato AIFB, ma questa volta in associazione con l'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II; il tema è "il colesterolo LDL", quello "cattivo" in altri termini.
Personalmente sono sempre stata abbastanza attenta a non eccedere con i grassi animali, tuttavia mi trovo con i valori un po' alti, anche a causa dell'assunzione di un medicinale che purtroppo ha questo effetto collaterale; si tratta pertanto di un argomento che mi sta particolarmente a cuore e partecipare a questo contest per me è stata una sfida ed un divertimento (e cos'è la cucina senza la voglia di provare e mettersi in gioco?).
Ho scelto di fare un dolce. Primo, perché i dolci rimangono la mia grande passione anche se ultimamente li limito parecchio, secondo, perché forse si tratta del campo in cui fare qualcosa privo di colesterolo risulta più difficoltoso, terzo, perché concedersi delle gratificazioni nella vita è importante, e per me tutto ciò passa anche e soprattutto dalla tavola... ma chi ha detto che per gratificarsi occorra sacrificarsi?
Uova, burro, latte... quasi tutti i dolci tradizionali prevedono queste componenti; dunque la scelta è caduta sulla frolla all'olio, ma con qualcosa di diverso. 
La frolla "vegana" non è una novità, in rete se ne trovano diverse versioni, una è questa, di Alice, la cui foto mi ha attirato per la friabilità della pasta.
Però... ho voluto cambiarla appena, perché il livello dei grassi saturi nel sangue si può anche far scendere un po', con alcune accortezze.
L'avena: è un cereale ricco di proprietà interessanti; fornisce energia "a lento rilascio" non provocando forti picchi insulinici (quindi dona un senso di sazietà più a lungo rispetto ad altri cereali... se non l'abbinate, come nel mio caso, allo zucchero! Ma il tema era il colesterolo, no?), è fonte di fibre, proteine e sali minerali, ma ciò che interessa di più al nostro caso è che sembra avere la capacità di abbassare il tasso del colesterolo "cattivo". Avena à gogo, quindi, per il mio crumble!
In più, anche la frutta secca, in particolare le noci, ricche di grassi polinsaturi, ha proprietà analoghe. Pere e noci? Connubio perfetto.
Come pera ho scelto la Martin Sec, cultivar piemontese facente parte dell'Arca del gusto di Slow Food (progetto a tutela di prodotti a "rischio estinzione"), varietà ottima per la cottura.
Se non le trovate sostituite con le Kaiser, immortalate in foto perché avevo terminato le Martine con il dolce, o altre varietà "da cottura".
Per un sapore in più ho aggiunto una crema al limone, ma senza uova e all'acqua, perché quando mi metto in testa una cosa non c'è nessuno che possa trattenermi; colesterolo zero volevo, colesterolo zero ho cercato di ottenere. Inutile dire che l'acqua può essere sostituita con altri prodotti, anch'essi colesterolo-free, latte d'avena, di soia, di mandorle, di riso... , ma anche con il latte scremato, se proprio non si è nevrotici come me.
Occorre abituarsi al sapore della farina d'avena, che ha un retrogusto leggermente amarognolo; per il resto l'ho già rifatto più di una volta perché per me è un dolce gratificante, che riesce a tenere molto bene a bada i miei sensi di colpa, un dolce buono.
Buono per il gusto, buono per la nostra salute. 

venerdì 24 ottobre 2014

crackers di farina di segale con semi di lino


Sapete com'è, no? Anche se non ci si mette alla ricerca di prodotti particolari, ci sono periodi, nella vita, che sembra che questi prodotti "cerchino" te.
Non so, forse prima non le notavo? Fatto sta che questo è evidentemente il mio periodo-farine-diverse e dopo la farina d'avena ecco piombarmi in borsa un pacchetto di farina di segale integrale macinata a pietra. Questo non vuol dire che non l'abbia pagata... sia ben chiaro alle eventuali malelingue.
L'ho provata per questi crackers e devo dire che è ottima. 
L'unico problema è che la pasta, in lavorazione, risulta un po' "friabile"; mentre si tira la sfoglia occorrerà quindi fare attenzione ed eventualmente "ricompattarla" un po'. Sarà anche molto più agevole il trasferimento dei crackers in teglia se, dopo aver praticato le incisioni, non si staccheranno totalmente uno dall'altro, spostandoli in coppia (o tre a tre).
Io mi sto trattenendo per non divorarmeli tutti insieme; insomma buoni, buoni, buoni... 

lunedì 20 ottobre 2014

caffè speciali: castagne mon amour


Oggi mi sento un po' come il Bianconiglio di Alice... presto che è tardi! Presto che è tardi! 
Quindi - beati voi - vi grazio e la faccio breve.
Ho cercato di mettere in pratica alcuni suggerimenti di gestione luci/ombre, appresi ad un bel corso di food photography organizzato dall'AIFB (chi fosse interessato potrà andare sul sito dell'Associazione), tenuto sabato scorso a cura del fotografo Paolo Picciotto.
Paolo è davvero bravo, non solo nell'arte fotografica, ma anche nelle spiegazioni, chiare ed esaurienti. 
Occorre che faccia ancora parecchia strada, ma, come si dice? non si nasce imparati. In compenso, già che c'ero, mi sono divertita un po' anche con la postproduzione dando alla mia asse grigia un tocco di verde/blu, che mi piace tanto  :) .
Credete che abbia fatto tutto questo solo per esercitazione?
Vi rispondo: sì, sì sì... e sento già il naso che cresce ;)
Va bene, lo ammetterò, ogni scusa è buona per preparare e godersi un caffè speciale come questo (castagne mon amour... appunto).