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Visualizzazione dei post con l'etichetta lievitati dolci o neutri

schiacciata fiorentina... carnevale, di nuovo!

E lo so, quest'anno è così! Io che non sono per nulla interessata a feste e festini, ecco... ben due-ricette-due della tradizione carnascialesca. Il fatto è che questa , il migliaccio, l'ho dovuta fare per via della trasmissione radiofonica - sto proprio registrando la puntata sul carnevale e nel blog non avevo neanche una ricetta da lasciare a fine puntata, sigh! -, e, ripeto, è stata una gran bella scoperta a conferma che non tutto il male vien per nuocere, ma nel cercare in rete una preparazione non fritta in cosa m'imbatto?  Nella schiacciata fiorentina di Federica . Questa , insomma! I dolci di Fede sono insuperabili e se, certo, non riuscirò mai ad arrivare alle mega-preparazioni piene di frizzi e lazzi che instancabilmente ci propone lei, la schiacciata fiorentina, o schiaccia unta, era alla mia portata ed è finita in lista d'attesa. Tempo d'attesa breve, peraltro, perché il periodo di carnevale passa in fretta e se non mi fossi sbrigata avrei ...

di mini panettoni vegani alla zucca, dell'importanza delle parole... e buon natale

Devo dirlo: sono rimasta parecchio in dubbio se postare o meno questa ricetta e per questo motivo arrivo sul fil di lana. In un periodo in cui nel web impazzano panettoni, e pandori, fatti in casa con tutti i crismi - sfogliature, lievito madre, lievitazioni lunghissime difficilmente programmabili -, pubblicarne un'interpretazione vegana mi sembrava un'eresia. Come tuttora mi sembra un'eresia chiamare questi dolci panettoni . Poi ho deciso di farlo: primo perché mi sono piaciuti e quindi mi sembrava sciocco bloccarmi su una questione puramente linguistica - se non panettoni chiamateli come volete -, secondo perché rimane un'idea facile e veloce, che può essere d'aiuto a chi non riuscirà a produrre in tempo la versione classica, più elaborata.  Infine ci sono persone che non possono o non vogliono consumare alcun cibo di origine animale e questo post è anche per loro. So anche che c'è chi li aspettava ;). Sia chiaro che non ho nulla contro il ve...

pane dolce al vino e frutta secca

Pandolce? Nossignori: pane-dolce... che poi la sostanza sarebbe un po' la stessa, ma se ci tengo a discriminare è solo perché non vorrei si pensasse di trovare, in questo post, il Pandolce per eccellenza (almeno per me, ligure), quello alla genovese . Il pane di cui vi lascio la ricetta l'ho invece trovato su un interessantissimo libro, di cui avevo già parlato anche qui : "I pani dimenticati", di Rita Monastero. Ogni tanto mi piace sfogliarlo e in questi giorni approfittando di un momento di pausa dal Calendario , ho deciso di rifare questo pane. Ri-farlo, appunto, per la terza volta. Non che le prime due sia andato sprecato, sia ben chiaro, è sempre venuto ottimo nel sapore, ma un po' compatto nella consistenza; sarà che essendo molto ricco di frutta secca diventa pesantissimo per la lievitazione, specie per me che da molto non uso più la manitoba. Così al terzo tentativo, questo, ho cambiato leggermente la ricetta, utilizzando un prelievito, il po...

putizza?

Pronti per una Putizza? Secondo il Calendario del cibo italiano - AIFB , la sua Giornata Nazionale cade proprio oggi ed è un'altra preparazione che, ammetto l'ignoranza, proprio non conoscevo. Si tratta di un piatto carsolino, tipico della tradizione pasquale triestina. Molto simile alla Gubana, diffusa nelle valli del Natisone, in provincia di Udine, anche la Putizza è un dolce di pasta lievitata avvolta a chiocciola, che racchiude un ripieno ricco e profumato.     In rete ho trovato diverse versioni di questo dolce, alcune sotto la denominazione "putizza goriziana", segno della sua diffusione in tutta la zona. Sono stata a Trieste una sola volta, molto tempo fa, l'ho sfiorata per un tempo brevissimo e quasi "per caso". Di questa città ricordo la monumentalità delle piazze, i suoi spazi aperti, la ricchezza dei palazzi ottocenteschi... e una bora fredda e veloce, che ci faceva camminare piegati, da tanto "ci portava via", m...

"sfogliata" d'estate

Ebbene sì, anticipo un po' questa estate che forse sta arrivando, ma ormai le pesche italiane sui banchi del mercato si trovano ed io... non sapevo più come utilizzare il rinfresco della pasta madre. Per la verità è una settimana che cerco di rianimarla (ormai la davo per spacciata, non ci speravo più) e direi che ci sono riuscita piuttosto bene. Ora, tutta ringalluzzita, è tornata al suo posto, in frigo, pronta ad essere nuovamente dimenticata per un po'. Se un rinfresco al giorno ha rivitalizzato il lievito, per contro ha un po' sfibrato me. Dopo focacce, pani e pasta fritta non ero più in grado di connettere... ma non troppo, in verità, infatti stamattina m'è tornata alla mente la foto di una ricetta, credo vista molto tempo fa su un vecchio numero di Sale e Pepe. Come fosse quella ricetta rimarrà un mistero (credo venisse utilizzata la pasta sfoglia), ma la forma la ricordo bene. Una base di pasta con tante fette di pesca disposte "a tegola...

le tante forme del pan brioche (con pasta madre)

In questi giorni in cui il caldo è esploso, anche il mio lievito madre è più attivo che mai. Allora, ho pensato, perché non fare un bel pan brioche (di cui avevo una voglia pazza, dopo un breve periodo di dieta "carboidrati free") proprio con questa pasta, senza dover però attendere interminabili tempi di lievitazione? Dunque mi son messa all'opera e, se i tempi non sono stati proprio così brevi come pensavo, almeno la lievitazione è avvenuta perfettamente ed il risultato è stato apprezzato da tutti. Tutti? Ma tutti chi? E già perché... ero lì, in giardino, bella giuliva, alle 18,30, la tavola "apparecchiata" con le briochine spaparanzatre pronte per essere immortalate in uno scatto, quand'ecco che vedo la mia vicina di casa che comincia ad annaffiare il suo, di giardino. Foto scattate... la chiamo che venga per l'assaggio. Lei viene di corsa e fa: "buone!!!", ci giriamo ed ecco il marito che si affaccia alla ringhiera. Naturalmente lo ...

panini semidolci delle sorelle Simili

Quando ho voglia di un lievitato "d.o.c.", sicuro nella riuscita, mi rivolgo sempre ad alcuni blog (Profumo di lievito, Anice & cannella ecc) oppure ad un libro: quello delle sorelle Simili. Questa volta l'idea era di fare dei bocconcini, adatti ad un picnic o ad un buffet. Forma e dimensione sono quelle dei famosi "panini al latte" e col latte vengono impastati nella versione di Adriano. Questa volta però io mi sono indirizzata verso l'impasto delle sorelle Simili; sia perché prevedono l'utilizzo dell'olio (nel libro è comunque presente anche la versione al burro), sia perché, almeno così mi sembrava, un po' più "magri". Ho scelto una lievitazione indiretta, quella che prevede l'utilizzo del lievitino e che rende il prodotto finito più morbido e conservabile; mentre per la formatura (e le dimensioni) mi sono rivolta ad Adriano. Il risultato è stato stratosferico... ottimi, per chi ama questo genere di accostamenti, con fav...

quasi un danubio...

Come al solito, in questo periodo, sono di corsa, ma come nasce questo "danubio" lo devo dire. Avrei tanto voluto impegnarmi in una colomba... la mia pasta madre sta languendo nel frigo (fortunatamente ogni tanto la faccio "ringalluzzire" nutrendola un po') e quest'anno sembrava proprio quello adatto per cimentarmi. Purtroppo sono sorti alcuni impegni che mi stanno assorbendo non poco. Allora, mi sono detta, perché non fare qualcosa di (molto) più semplice, ma che in parte abbia attinenza con il dolce pasquale? Girovagando in rete ho trovato questo : un danubio salato che, dalle dichiarazioni, sembrava essere morbido ma non asciutto; quello che faceva a caso mio. Trasformarlo in un dolce è stato un attimo; coprirlo con questa meravigliosa glassa alle mandorle di Adriano, la glassa tipica della colomba, ancora più veloce. Essendo un danubio ho voluto "imbottire" le palline di pasta, ma la farcia scelta non era un granché. Non mi sono scoragg...

pane delle scimmie

Eccomi tornata. Innanzi tutto ringrazio di cuore tutte/i coloro che hanno commentato la mia "torta margherite"; leggervi è sempre un piacere, anzi, qualcosa di più e se ancora non sono riuscita a passare da tutte voi per un saluto (e per mettermi in pari con le prelibatezze che nel frattempo avrete preparato!), prometto che nei prossimi giorni cercherò di colmare la lacuna. Purtroppo questo periodo mi vede davvero impegnata su diversi fronti ed almeno fino alla metà di aprile le mie visite saranno un po' "singhiozzanti"; cercherò comunque di fare il possibile per farmi perdonare la lunga assenza. Vengo alla ricetta di oggi "rubata" da un libretto molto carino che ha come tema il brunch. Infatti proprio di una ricetta da brunch si tratta: il "monkey bread", un lievitato dolce ma non troppo, di origine anglosassone, fatto apposta per essere sbocconcellato e mangiato a pezzi, senza l'ausilio del coltello. Credo che il nome derivi proprio...

popovers... il mio "caffé" su A Tavola

Quando, meno di un anno e mezzo fa, ho aperto questo mio piccolo angolo culinario, mai avrei pensato ad una cosa simile. Poche settimane fa ricevo una mail, niente meno che dal Direttore del mensile A Tavola. Già vedendo il mittente la cosa mi è suonata molto strana, quando ho letto il contenuto ho quasi fatto un balzo sulla sedia, sono corsa da mio marito ad annunciargli l'evento (lieto sì, ma non nella consueta accezione...) e mi sono fiondata su skype per farne partecipe anche Tinny (che, al di là di qualche piccolo contrasto, per il quale io non ho nessuna colpa, rimane pur sempre un'amica).   In poche parole mi si chiedevano ben due ricette per il numero di marzo. Dovevo dire di no??? Ma quando mai mi capiterà ancora un'occasione così. Ho detto di sì! Visti i tempi molto ristretti si precisava che sarebbero potute andare bene anche ricette già postate... ma neanche per sogno. Mi sono messa (quasi) subito al lavoro ed ecco cos'ho partorito. Un primo, che ...

... e donuts

E dopo i bagel i donuts (doughnuts); questi sì, cara Loredana, tanto amati da Homer Simpson. Non so perché, sarà la forma, ma fino a pochi giorni fa io li avevo sempre un po' confusi; bagel o donuts? Donuts o bagel? Ormai che ho fatto entrambi conosco la differenza... ed è tanta: uno praticamente è un pane (anche se cotto in modo inconsueto) e l'altro un dolce. Tant'è che viene tradizionalmente ricoperto di glassa ed è assimilabile ai "nostri" Krapfen. Dopo questa premessa vi lascio alla ricetta precisando però che io ne ho cercato una che si potesse... cuocere in forno. Lo so, è un po' una bestialità, ma in questo periodo le calorie non mi mancano ed aggiungere anche quelle di un fritto non mi pareva il caso... Dunque, tra le tante "papabili" del web ne ho selezionato due: una da un blog che considero (e non solo io!) un'assoluta garanzia, l'altra invece vista qui (se vi interessa anche questi sono molto belli). Ho fatto un mix s...

kanelbullar, ovvero...

quando Speziale chiama, Cuoca Reale risponde. Vi converrà, se vi par d'uopo, leggere prima qui , qui e qui ... o saltare a pié pari la telenovela ed andare direttamente all'ultimo capoverso. "Ohibò, che rose meravigliose! Bianche candide. Ma chi mai me l'avrà donate?" La Cuoca Reale aveva da qualche minuto cominciato a far uso del suo narghilé (così l'aveva nominato la Speziale e lei doveva pur crederci) che già, in preda alle spire di quel fumo allucinogeno, non ricordava neanche che quelle rose le aveva portate lì lei stessa sottraendole alla legittima proprietaria, la Speziale, sempre lei. Adagiata mollemente su una sedia della cucina era più simile ad un Brucaliffo che non ad una Cuoca; pensare che Disney era ancora di là da venire al mondo. Tuttavia l'oblio era così piacevole; così piacevole dimenticare quell'odioso servizio a cui era relegata... Le sue aspirazioni erano ben altre che cucinare tutto il giorno per una Corte Reale che la mag...

panettone milanese

... proprio quello vero, fatto con la pasta madre. Sono consapevole che ormai molte di noi si cimentano con ottimi risultati in quest'impresa, complice (anche) un libro bellissimo nonostante la grafica d'altri tempi: "Pane e roba dolce", autrici le sorelle Simili. Sarà anche vero che con i loro insegnamenti fare il panettone milanese non è più così complicato, ma tant'è, a me che quel pezzettino di pasta lievitata riesca a far "salire" vertiginosamente un impasto piuttosto appesantito dalla presenza massiccia di burro e uova, sembra sempre un piccolo miracolo della natura. Vado subito alla ricetta, piuttosto lunga. Non c'è nulla di mio, o quasi; scopiazzerò spudoratamente da loro che spiegano benissimo la ricetta passo a passo. Unica accortezza: avere un lievito già abbastanza attivo; il mio purtroppo era abbastanza dormiente ed ho dovuto "rianimarlo" per un paio di giorni in più rispetto al previsto. Il panetto...

la brioscia... col tuppo?

Per essere una brioscia, lo è; rimane il dubbio se abbia o no il tuppo. Sfogliando un bellissimo libro di cucina siciliana ho trovato moltissime cose interessanti tra cui  la tipica preparazione semi-dolce che in alcune province siciliane viene consumata a colazione, insieme ad una granita. Mille miglia separano questa abitudine da quella ligure, che prevede una colazione con caffè e croissant o tutt'al più focaccia (e c'è chi la consuma pucciandola nel cappuccino!) e l'idea mi è piaciuta molto. Ho voluto utilizzare la mia pasta madre che da un po' di tempo sembra particolarmente vitale. Il risultato? Magari il tuppo non è venuto benissimo, devo dire che il lievito madre ha rallentato parecchio la lievitazione e mi sono ritrovata a sera a formare "i panetti", ma guardando gli originali, di "nonna Adele", mi sembra che le mie non siano poi così distanti; quanto al sapore, quello sì, è proprio lui. Il test me l'ha fatto la nuova vicina di casa,...