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15 febbraio 2017

schiacciata fiorentina... carnevale, di nuovo!


E lo so, quest'anno è così! Io che non sono per nulla interessata a feste e festini, ecco... ben due-ricette-due della tradizione carnascialesca.
Il fatto è che questa, il migliaccio, l'ho dovuta fare per via della trasmissione radiofonica - sto proprio registrando la puntata sul carnevale e nel blog non avevo neanche una ricetta da lasciare a fine puntata, sigh! -, e, ripeto, è stata una gran bella scoperta a conferma che non tutto il male vien per nuocere, ma nel cercare in rete una preparazione non fritta in cosa m'imbatto? 
Nella schiacciata fiorentina di Federica. Questa, insomma!
I dolci di Fede sono insuperabili e se, certo, non riuscirò mai ad arrivare alle mega-preparazioni piene di frizzi e lazzi che instancabilmente ci propone lei, la schiacciata fiorentina, o schiaccia unta, era alla mia portata ed è finita in lista d'attesa. Tempo d'attesa breve, peraltro, perché il periodo di carnevale passa in fretta e se non mi fossi sbrigata avrei dovuto rimandare al prossimo anno.
L'ho fatta pari-pari, seguendo le sue indicazioni; variando solo un pochino gli aromi (cardamomo al posto della vaniglia e scorzette d'arancia sciroppate al posto di quelle fresche, grattugiate) e preparando il lievitino, in modo da limitare la dose del lievito di birra. 
Insomma, buonissima! 
Certo, questo è ben lungi dall'essere un dolce vegano, ma carnevale viene solo una volta l'anno e ho voluto fare la schiacciata fiorentina come Dio comanda, con la sua bella dose... di strutto! Ingrediente che peraltro conferisce una morbidezza unica. Tra l'altro, come ho imparato preparando la puntata sul carnevale, maiale e carnevale vanno a braccetto, quindi mi sembrava indispensabile usare proprio quel tipo di grasso. 
Chi volesse potrà comunque sostituire con olio; in rete ci sono diverse versioni con quest'ingrediente. No, no, so già cosa pensate: questa parla tanto di colesterolo e poi usa lo strutto. In realtà lo strutto contiene meno colesterolo del burro, ma a parte questo devo dire che... per noi ho tenuto giusto due quadrotti per la colazione, il resto della schiacciata, gambe in spalla, s'è trasferita immediatamente e spontaneamente dalla mia vicina, con buona pace dei miei sensi di colpa.
E poi... mi potevo lasciar sfuggire l'occasione di preparare uno stencil col giglio di Firenze? 
Bello, no???



Ingredienti (la schiacciata fiorentina è tradizionalmente rettangolare, ma io avevo solo uno stampo quadrato, 20 X 20. Utilizzatene uno uguale o di superficie equivalente):
250 g di farina 00
110 ml di acqua
100 g di zucchero semolato (150 se la volete più dolce, per me era perfetta così!)
un uovo medio bio
80 g di strutto
scorza grattugiata di un'arancia + 3 cucchiai di succo (oppure qualche scorzetta sciroppata* frullata finemente)
5 g di lievito di birra fresco
una bustina di zafferano
una grattata di noce moscata
un pizzico di sale
un bel pizzico di cardamomo (oppure i semi di un baccello di vaniglia)
zucchero a velo e cacao amaro per rifinire
*le scorzette sciroppate non sono altro che scorze d'arancia bio, fatte cuocere in uno sciroppo di acqua e zucchero finché diventano traslucide.   



Esecuzione:
lasciate ammorbidire lo strutto fuori frigo.
Sciogliete il lievito nell'acqua intiepidita, poi aggiungete 125 g di farina, prelevandola dalla dose indicata e preparate una pastella.
Coprite e lasciate lievitare in luogo tiepido per un'ora circa; a quel punto la pastella sarà aumentata di volume e presenterà delle bolle in superficie.
Nel frattempo mischiate lo zucchero con lo zafferano, la noce moscata, il sale, il cardamomo e la scorza d'arancia, o la scorzetta sciroppata tritata.
Riprendete la pastella e unite l'uovo, mischiate, poi aggiungete il mix di zucchero e spezie.
Amalgamate ancora unendo anche il succo d'arancia, la farina rimasta e, per ultimo e a tocchetti, lo strutto morbido.
Impastate bene, con le fruste o in una planetaria, fino a ottenere una pasta liscia e senza grumi; sarà molto molle.
Trasferite in teglia, imburrata e infarinata o rivestita di cartaforno, coprite e lasciate lievitare fino al raddoppio in luogo tiepido (io circa un'ora e 15'). 
Prestate attenzione in questa fase perché la pasta è molto morbida e potreste rischiare che, lievitando, resti attaccata a ciò che utilizzate come copertura. Io ho usato una tortiera dai bordi un po' alti e ho coperto quindi con pellicola, senza timore. La schiacciata, lo dice il nome stesso, deve rimanere alta 2-3 centimetri, non di più.
Infornate in forno preriscaldato a 180° per mezz'ora circa.
Al termine sfornate, trasferite su una gratella e una volta raffreddata decoratela a piacere con zucchero a velo e cacao.



16 commenti:

  1. Che dirti, lostencil è meraviglioso dona quel tocco d'eleganza classica ma ti giuro che io me ne farei un baffo, anche senza giglio me ne mangerei da sola tranquillamente metà!!! Bravissima

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    1. ahahah, grazie Ely! Io invece allo stencil non avrei rinunciato. Mica per altro, è stata la parte più divertente di tutto la ricetta!!! ahahah... Un bacio

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  2. Fausta che gola questo dolce! Non l'ho mai assaggiato nonostante abbia vissuto 6 anni in Toscana, di schiacciata mi sono ingozzata ben bene ma di quella salata!! Da fare, sono troppo curiosa!! Un abbraccio!!

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    1. schiacciata salata? E ora mi toccca cercarla, mica la conosco! mhmmmm... m'hai pure messo sta curiosità... come vedi anche tu sei per me fonte d'ispirazione :D Ricambio l'abbraccio carissima. Ciaoooo

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  3. Ciao, da piccola abitavo a Firenze e questo dolce nel periodo di Carnevale era ovunque. La tua è perfetta, con quel giglio così elegante. Ciao!!

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    1. evviva, dunque sono promossa! :D Un abbraccio

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  4. Carnevale viene una volta l'anno perciò credo si possa osare e preparare un dolce meraviglioso come il tuo, che non ho mai assaggiato. Che bella poi, la decorazione con lo stencil!!! Ti sei superata Fausta. Un abbraccio e buon weekend

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    1. grazie Melania carissima! Lo stencil è stata la cosa più divertente, non ci avrei rinunciato per nessuna cosa al mondo! ahahah... vabbè, un po' iperbolica, ma mi sono divertita... Un abbraccio e buona settimana

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  5. Bello e buono. Le tue foto sono meravigliose.

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  6. Da appassionata di lievitati metto subito da parte questa tua bella ricetta, così ben presentata. La vedo adatta alla prima colazione, non solo durante il carnevale.
    Bravissima come sempre, foto mozzafiato come sempre!

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    1. Grazie carissima! Detto da te, che sei la mia maga dei lievitati, è davvero un grosso complimento. Comunque è vero, hai ragione, è un dolce per tutte le stagioni, non solo adatto al Carnevale anche se la tradizione così vorrebbe. Ma in fondo noi uomini "moderni" mica ci fissiamo troppo sulle ricorrenze, no? Ti abbraccio!

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  7. trovo che sia superlativo, semplice senza troppi frizzi e lazzi come dici tu, ma di grande effetto. mi piace assai la decorazione che hai fatto, praticamente perfetta! devo vivere tre vite per rifare tutto ciò che trovo nei blog che amo, ma ne vale la pena! un bacione

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    1. a chi lo dici! Farei, farei... e poi, al contraruio di te, non faccio mai nulla! Però le buone intenzioni, quelle, rimangono ^_^ ahahah... un bacione

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  8. Che bello vedere la mimosa, quel giallo che spicca e ci ricorda che la primavera sta arrivando... questa mattina ho notato che è fiorito anche l'alberello del giardino condominiale e mi si è aperto un sorriso, guardandolo... il portiere avrà pensato che sono pazza e parlo alle piante, ahaha! D'altronde, qui vedo anche un giglio come un timbro che accompagna qualcosa di soffice soffice... ;-)

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    1. pensa che da noi alcune mimose erano già fiorite a metà gennaio! Però qualche rametto l'ho ancora trovato, per far da contrasto al marrone del giglio fiorentino. E se tu pazza sei, nel rivolgerti alle piante, ti assicuro che io ti faccio compagnia. Un bacione

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