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gnocchetti al birmehlherbst - cacao pere e nocciole

Autunno, tempo di... pere! E vi pareva possibile che il Calendario del cibo italiano passasse l'argomento così, sotto silenzio? No, naturalmente, quindi eccoci a ricordare questo splendido - e forse troppo trascurato - frutto, con una Giornata tutta dedicata a lui. Io mi sono buttata su una ricetta salata. Primo, perché per me, che non amo mischiare eccessivamente i sapori, questa scelta rappresentava un po' una sfida, secondo, perché dolci ormai ne faccio e mangio davvero pochissimi. Le idee erano tante, ma alla fine nel web ho scoperto una specialità di cui non avevo mai sentito parlare: il Birmehlherbst. Parola difficile, eh? Parola sì, ma preparazione semplicissima. Si tratta di un prodotto tipico della tradizione contadina altoatesina, precisamente della zona di Verdignes. Anticamente, quando lo zucchero era destinato esclusivamente alle persone agiate, in questa zona della valle Isarco si utilizzava proprio il Birmehlherbst al posto di farina zuccherata....

spaghetti alla chitarra, ricotta, zucchini ed erba luisa

Nel mio giardino c'è molto spazio per le erbe aromatiche. Nel mio giardino le piante aromatiche prosperano indisturbate; la salvia la fa da padrone, è gigantesca e ha appena finito la fioritura con cui ha attirato tantissime apine operose . Stessa cosa per i rosmarini - credo di averne almeno 6, tra "normali" e prostrati -, che più provo a tenere a bada con drastiche potature, più conquistano terreno soffocando altre piante in cerca di un loro piccolo spazio.  Ci sono diverse varietà di timo, santoregge opulente, allori, prezzemolo e basilico, dragoncello e maggiorana. In un angoletto è nato spontaneo un finocchietto selvatico, di cui mi prendo cura come fosse oro. E poi... E poi c'è una piccola zona che ho riservato alle piante che profumano intensamente di limone: citronella - il lemongrass tanto presente nelle cucine asiatiche -, melissa ed erba Luigia, tra le tre, la mia preferita. Ho anche due piccole fasce, una adibita a orto, l'altra a mini...

menu vegetariano a piccoli prezzi... siamo tutte Petronille!

Questo post parte da un gioco semiserio; seguirmi sarà un'impresa, ma proverò a essere concisa. Dunque la cosa parte dal Calendario del cibo italiano e l'occasione è la Giornata di Petronilla . Chi fosse Petronilla, al secolo Amalia Moretti, ve lo spiego in due parole: autrice famosa di diversi testi di cucina, a cavallo tra le due guerre, Amalia Moretti fu una donna indipendente ed emancipata. Si laureò dapprima in scienze e successivamente in medicina, a fine '800, tra le prime donne in Italia. Dopo il matrimonio si divise tra i salotti letterari milanesi e ambulatori medici dove prestava opera gratuita a favore delle classi meno abbienti, impartendo anche consigli igienico-sanitari. Tenne due rubriche sulla Domenica del Corriere a cavallo tra le due guerre, una di cucina, firmandosi Petronilla , e una di consigli medici, quest'ultima con uno pseudonimo maschile. Questo già la dice lunga circa quel periodo storico. Le sue ricette, riunite poi in diversi te...

spatzle di piselli con crema caprino, erba cipollina e menta

Gli spatzle (spätzle), passerotti in dialetto svevo, sono piccoli gnocchi tipici della Germania meridionale, ma diffusi anche in Svizzera, Alsazia e... Tirolo; dunque, di diritto, entrano a far parte del  Calendario del cibo italiano che, inutile dirlo, vi accompagnerà come un mantra, almeno su questo blog, fino alla fine dell'anno. Semplificando - ma il meccanismo è simile a quello dello scorso anno... lo ricordate, no??? -, a ogni giorno dell'anno viene associato un piatto tipico italiano e chi lo desidera contribuisce con una propria versione.       Torniamo agli spatzle .  Per la verità li avevo già affrontati moltissimi anni fa, in una giornata che si perde nella notte dei tempi e lì è rimasta, con il suo impasto spiaccicato un-po'-in-ogni-dove, piano cottura in primis, insieme a una pletora di improperi. I pochi superstiti finiti nel piatto neanche mi erano piaciuti granché, tra l'altro. Mai più sfidati. Tanto per non accanirsi contro il ...

ragù vegetale alla nocciola Tonda Gentile Piemonte IGP

Da un po' manco da queste pagine, ma ormai dovreste essere abituati alle mie assenze. Sapete che ho lunghi periodi di rifiuto da web, a cui, però, seguono sempre ritorni carichi di entusiasmo. Dunque eccomi ancora qui - prefiggendomi una maggior continuità, che so già non rispetterò - per una scadenza importante: sempre lui, il Calendario del cibo italiano AIFB . Oggi è la Giornata della Nocciola Piemonte IGP , una vera eccellenza che il nostro Territorio ci regala in questa stagione in cui la frutta secca - noci, nocciole, mandorle, pistacchi - cominciano ad essere presenti con continuità nelle nostre pietanze.  L'ambasciatrice sono io, ma dico subito che senza l'aiuto di un paio di amiche blogger non ce l'avrei fatta.  Le ringrazio qui, pubblicamente, come ho fatto anche sul sito AIFB.  Sono Betulla Costantini , torinese "roerina", che per me ha scattato appositamente diverse foto dei noccioleti di Langa, costringendo a una lunga passeggiata i s...

le raviole della Val Varaita

Finita la Settimana dei frutti di bosco oggi ne comincia un'altra, sempre legata al Calendario del cibo italiano AIFB , sempre interessantissima e piena di sorprese: quella della Cucina di montagna .  E chissà quanti di voi in questo momento stanno proprio trascorrendo le loro vacanze in posti ameni e solitari, tra boschi, torrenti e laghetti, a contatto con la natura, ma anche -perché no?- del buon cibo! La splendida Ambasciatrice della Settimana non poteva che essere lei, la mia amica Cinzia che ci ha preparato un articolo in cui, sono sicura, ha messo tutto il suo cuore. Premetto che adoro il mare e non potrei rinunciarci per nessuna cosa al mondo, ma se devo pensare alle mie montagne, allora il pensiero non può che andare là, nel cuneese, sulle Alpi Cozie, in alta montagna e quasi al confine con la Francia, in Val Varaita.

carabaccia: non la solita zuppa (di cipolle)!

  C'era una volta... il Calendario del cibo italiano - AIFB ? Beh, no, quello c'è tuttora, io sto parlando di Caterina de' Medici . Discendente di Lorenzo il Magnifico, di cui era la pronipote, giunse in Francia nel 1547 per convolare a giuste nozze - passatemi l'espressione d'altri tempi, visto che parliamo del 1500! - con il reggente al trono, Enrico II. La sua figura è controversa e legata a leggende nere. Ricordo di aver visto, diversi anni fa, il film tratto dal libro di Dumas, La Regina Margot . Caterina veniva dipinta come una donna avida di potere, che non esitava a eliminare fisicamente gli avversari della Corona ricorrendo a veleni e massacri, come quello della notte di S. Bartolomeo. Sicuramente come moglie, madre e suocera di sovrani di Francia, influenzò non poco la politica del tempo, ma il XX secolo ha rivalutato la sua figura, restituendocela come regina attenta ai sudditi e fine "tessitrice" di azioni volte alla pace e riconc...

spaghetti all'asparago viola d'Albenga e limone

  Tutto nasce... dal Calendario AIFB ! La "Giornata" di oggi, infatti, è dedicata all'asparago, una delle verdure primaverili per eccellenza. Chi ci sa raccontare tutto sull'asparago è Daniela , io mi limito a qualche notizia di carattere generale - giusto per non far la figura di chi non è in grado d'informarsi - per rivolgere poi la mia attenzione alla varietà utilizzata nella ricetta: il violetto d'Albenga. La parte commestibile della pianta, il turione, non è altro che il suo germoglio, fin qui tutti d'accordo. Un po' più di confusione c'è per quanto riguarda l'origine del nome, mediato sicuramente dal greco aspharagos , ma di provenienza persiana. E qui i pareri di dividono: c'è chi lo fa derivare dal termine asparag (germoglio), chi da cperegh (punta, dentello), chi ancora da sperega , ma a noi, in fondo, che importa? Sappiamo che era coltivato in Mesopotamia e apprezzatissimo dai Romani che già nel 200 A.C. scrivevano circa ...

pansoti in salsa noci...

... e mi raccomando, panciuti e cicciotti lo devono essere  - altrimenti non si chiamerebbero così - ma di "t" ne devono avere solo una.  Oggi un'altra ricetta genovese per il Calendario del cibo italiano - AIFB : i Pansoti in salsa noci , appunto. L'ambasciatrice non poteva che essere lei, Monica , genovese doc, della quale aspetto il post con moltissima curiosità. Perché se questo piatto è sicuramente uno dei miei preferiti, è anche vero che non lo faccio quasi mai, almeno non nella versione "originale"; diciamo che sovente lo piego ai miei voleri. Si tratta di una pietanza relativamente recente; alcuni fanno risalire la sua prima apparizione al festival gastronomico di Nervi del '61, in realtà era già presente nel '31 nella Guida gastronomica d'Italia del TCI. Certo è che ho sfogliato per benino La cuciniera genovese , testo di metà '800, e di pansoti neanche l'ombra.   Partiamo dalla pasta che deve contenere poche uov...

minestra di riso e castagne secche...

... perché oggi per il Calendario del cibo - AIFB inizia la Settimana della Penitenza con ben due ambasciatrici d'eccezione: Alessandra e  Susanna . Prima d'iniziare a farvi fare penitenza - compresa gratuitamente nella lettura del post -, faccio una piccola divagazione. Il mio contributo è tratto da Cucina di strettissimo magro , già fonte di altre fortunate scoperte , ricettario che contiene, appunto, piatti che escludono carne, latte e derivati, uova. Se non fosse per quelle saltuarie incursioni da parte di specie ittiche sarebbe un testo adattissimo anche a chi fa scelte vegetariane o vegane. Un esempio? Cercate la ricetta del f ormaggio magro , pura acrobazia retorica, ma anche prodotto ingegnoso per ottenere qualcosa di grattugiabile con cui sostituire il vero formaggio. Questo con buona pace di chi ritiene arbitraria la terminologia utilizzata oggi dalla cucina vegana, che personalmente non pratico ma rispetto come faccio per qualsiasi altra scelta lecita, alime...

minestrone? Sì, ma alla genovese!

  Altro giro, altro regalo! E che regalo: oggi secondo il Calendario AIFB è la Giornata del Minestrone "alla genovese", e occorre specificarlo, perché quello alla genovese non è il solito minestrone. Abitando nel Ponente ligure mi sono sentita un po' tirata in ballo; primo perché si parla pur sempre di Liguria, secondo perché adoro letteralmente Genova. Mi piace. Mi piacciono i sui carruggi, le sue piazze, i palazzi, le trattorie, le sue piccole e deliziose drogherie... da noi c'è un detto che recita C'è di tutto come a Genova (lo si dice in dialetto, ma ve lo risparmio). E l'aria che respiro è la stessa che respiravo moltissimi anni fa, quando, adolescente, allontanarmi da casa un intero giorno per andare a girare a piedi quella grande città, per me rappresentava Libertà. Sia chiaro che intendo aria in senso metaforico. Potevo quindi esimermi dal partecipare con un mio piatto? No, mi pare chiaro. Non avendolo mai assaggiato in loco ho ...

pasta gratinata "vruoccoli e muddica"

Calendario !!! Scommetto che eravate preparati. Ma non credo foste preparati al tema odierno: con la Giornata della Pasta con i vruoccoli arriminati oggi è di scena la Sicilia. Per la verità "la Sicilia" entra spesso in casa mia; nella vivace attività di scambio piatti (pieni) che abbiamo avviato con la mia vicina di casa, siciliana doc anche se ligure di adozione, i sapori di quella Terra per me non sono più un buco nero. Caponatine, paste dolci, mandorle e pistacchi, insalate di finocchi e arance spettacolari, sono solo alcuni piccoli esempi di ciò che arriva "di qua" e sempre "di qua" sparisce rapidamente. Per non parlare delle delizie siciliane che assaggiamo "di là". Sia chiaro per tutti che poi i piatti, vuoti ma lavati, tornano al mittente. Torniamo ai vruoccoli. Come tutte le ricette della tradizione non esiste una codificazione ben precisa; ci sono, quello sì, alcuni elementi imprescindibili, ma ho notato come in questo ...

crema di cicerchie, castagne e funghi secchi

Ecco, lo sapevo. Credevo che la mia ricetta avesse qualcosa di originale, ma niente! E' già presente sul web. Sì, è vero che l'abbinamento legumi-castagne non è molto originale, è anche vero che i porcini si sposano benissimo con entrambi, però...  Originale o no devo dire che questa crema ce la siamo letteralmente spazzolata. Perché era buona. Io ho utilizzato delle castagne raccolte in autunno e congelate; ora che è difficile trovare quelle fresche potrete ricorrere anche alle castagne secche, anche se personalmente trovo che il sapore non sia proprio lo stesso. Per quel che riguarda i funghi, invece, ne ho una bella scorta: c'è chi li raccoglie e li secca per me. Hanno un profumo favoloso e intenso; chi utilizza quelli acquistati in busta potrebbe dover aumentare la quantità, perché i funghi sono un elemento caratterizzante e si devono sentire. Non ho voluto proporvi una vellutata, passando a setaccio per rendere la consistenza finissima, (vellutata, appun...

cavatelli di Timilia ai broccoletti e profumo d'arancia

Pronti per un'altra giornata del Calendario del cibo italiano 2016 - AIFB? Eccola: Giornata Nazionale dei Cavatelli! Fare la pasta in casa, dar vita a formati dove le mani corrono agili e occorre spesso lavorare in punta di dita, è bello, stramaledettamente bello, ed ecco perché mi sono voluta cimentare nei cavatelli.  In realtà sembra che non abbia studiato proprio benissimo; essendo molto ignorante circa l'argomento mi sono fidata del web. Quelli che vi presento, quindi, non sono propriamente cavatelli, bensì, come Patrizia mi ha specificato, "capunti". La differenza? Le dita utilizzate per "scavare" e arricciare il piccolo pezzo di pasta. I cavatelli si lavorano con un dito solo, se ne utilizzate tre avete ottenuto i capunti, trascinati se invece le dita sono quattro. Manca la lavorazione a due dita, me ne rendo conto, ma di più non so...   So invece che se andrete sul sito AIFB (cliccate sui link, lassù in cima ;) ) ci sarà lei, Patrizia, la r...

ravioli alle patate dolci, con erbe aromatiche piccanti e nocciole

Ormai da diversi mesi, le patate dolci a polpa arancione hanno fatto la loro comparsa anche da noi ed era un po' che le "tenevo d'occhio"; quella bella tinta, vivacissima, che solo alcune varietà di zucca vantano, per me era davvero un invito a nozze. Sì, insomma, belle sono belle, ma guardando in rete non trovavo ricette che m'ispirassero particolarmente: escludendo i dolci vengono per lo più cucinate per accompagnare piatti di carne (Jamie docet!) e, come si sa, io molto "carnofila" non lo sono.   Alla fine la curiosità ha prevalso e ne ho acquistato alcune. Al primo tentativo le ho cotte al cartoccio (sono quelle in foto) insieme a santoreggia, poi le ho servite con yogurt intero, non zuccherato, condito con erba cipollina olio pepe e sale.  Non male.  E con l'avanzo? Gnocchetti color albicocca, davvero scenografici, conditi con formaggi fusi (praticamente una libera interpretazione degli gnocchi alla bava). Ma il cervello, quando...

vellutata di fave con erbette e topinambur

Da un paio di giorni qui è autunno.  Una stagione che personalmente non amo, ma che, e questo non posso negarlo, ci regala anche frutti sublimi (in primis, sempre a mio gusto personale, le castagne!), oltre alla voglia di riscaldarci con minestre e zuppe calde.  Questa crema, "letta e piaciuta" su una rivista, per me è stata la prima della stagione. L'ho arricchita con dadini di topinambur, un tubero che acquisto raramente perché in casa non riscuote molto successo (per la verità non ne riscuote affatto, tranne che dalla sottoscritta!), oltre a bietoline dell'orto.  Rispetto ad altri legumi, le fave hanno il vantaggio di cuocere piuttosto in fretta, così, in un tempo relativamente breve, ecco pronta una vellutata delicata, da leccarsi i baffi.       Se non trovate le fave secche già decorticate potrete eliminare facilmente la cuticola dopo il periodo d'ammollo.    Vellutata di fave secche, con bietoline e topinambur... ben...

pici integrali al sugo finto

Tutto nasce perché l'AIFB lancia un contest a tema "pici", tipica pasta toscana. La prima volta che l'assaggiai ero in un ristorantino di Chiusi gestito da una giovane coppia e questa sorta di "spaghettone" (e già mi sembra di sentire un coro di proteste "toscane" che si sollevano), fatto a mano dalla "padrona di casa", mi conquistò. Nel tempo li ho incontrati, nel web, diverse volte, specie da lei , maga dei pici e fiera, ma non gelosa, custode delle tradizioni culinarie senesi; non avevo però mai pensato di farli. Occorreva proprio questo contest per risvegliarmi e spingermi a provarli. Potevo giocare di fantasia, sia per i pici che per il condimento, a patto di utilizzare prodotti toscani, ma alla fine, sia a causa della difficoltà di reperire materie prime "doc" che per la voglia di riprodurli così, come devono essere, ho deciso per una ricetta classica, anche se leggermente modificata.  Insomma, sono stata attir...

tortelli al vapore verde pisello

Tempo fa si diceva "verde pisello" per indicare una tinta ben precisa... si usa ancora? Non saprei, in ogni caso oggi di un piatto "verde pisello" parlerò, ed è naturale visto che in questi tortelloni l'elemento principale sono proprio i piselli; compaiono nella pasta e nel ripieno, in un total-look davvero strabiliante.  Sarà che da tempo il tema "colore" mi affascina, sarà che dal freezer un bel pacchetto di piselli surgelati - i miei, auto-prodotti questa primavera -, mi guardava da tempo chiedendomi  di essere cucinato, fatto sta che ho deciso di provare a ricavarne dei tortelli un po' insoliti. L'idea iniziale era quella di fare una sorta di pasta ripiena di magro, alla ligure, senza uova nella sfoglia, ma quando questa mattina mi sono messa all'opera, poco alla volta la "cucina" m'ha preso la mano e da un passaggio mentale ad un'altro ecco nati dei "ravioli" che possono ricordare, nel procediment...

"polenta" alle due farine con verdure al forno

   La curiosità è femmina, si dice, ed in effetti questo detto in me s'incarna benissimo. Quando trovo delle "chicche" alimentari, non so resistere, scatta l'acquisto compulsivo. Insomma, scorgo negli scaffali di un negozio, tra farine di vario genere, quella di farro, macinata grossa, per polenta. Forse per molti di voi non sarà una novità, ma per me sì, ed appena vista è già mia. Vi risparmierò tutti i passaggi mentali legati al modo di cucinarla; idee scartate una dietro l'altra.  Alla fine ha prevalso la semplicità. Primo, perché sto attraversando un periodo in cui i piatti eccessivamente elaborati non sono nelle "mie corde", mi contengo nel consumo degli zuccheri ed ho voglia di cibi generalmente poco raffinati; secondo, perché volevo partecipare con un altro piatto, oltre a questo , al contest dell'AIFB " I magnifici 6 " (perché... è stimolante). Dall'unione di farro, la più antica varietà di frumento coltivata, e ca...