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ravioli alle patate dolci, con erbe aromatiche piccanti e nocciole


Ormai da diversi mesi, le patate dolci a polpa arancione hanno fatto la loro comparsa anche da noi ed era un po' che le "tenevo d'occhio"; quella bella tinta, vivacissima, che solo alcune varietà di zucca vantano, per me era davvero un invito a nozze.
Sì, insomma, belle sono belle, ma guardando in rete non trovavo ricette che m'ispirassero particolarmente: escludendo i dolci vengono per lo più cucinate per accompagnare piatti di carne (Jamie docet!) e, come si sa, io molto "carnofila" non lo sono.  
Alla fine la curiosità ha prevalso e ne ho acquistato alcune.
Al primo tentativo le ho cotte al cartoccio (sono quelle in foto) insieme a santoreggia, poi le ho servite con yogurt intero, non zuccherato, condito con erba cipollina olio pepe e sale. 
Non male. 
E con l'avanzo? Gnocchetti color albicocca, davvero scenografici, conditi con formaggi fusi (praticamente una libera interpretazione degli gnocchi alla bava).
Ma il cervello, quando si muove e comincia a girare intorno ad un ingrediente particolarmente stuzzicante, qualcosa di più sfizioso lo tira sempre fuori, ed ecco nati questi ravioli. 
Le erbette aromatiche sono mie, come pure i peperoncini, coltivati, essiccati e ridotti in polvere da me. Per le nocciole purtroppo non mi sono ancora attrezzata.  
Volevo evitare l'uovo nella pasta, pensando che l'avrei utilizzato per il ripieno, alla fine invece non l'ho aggiunto neanche lì, col risultato che l'ho "risparmiato", con gran piacere. In compenso come altra fonte di colesterolo ho usato del formaggio fresco. Poi un condimento semplice semplice et voila, un primo piatto gustoso che m'è piaciuto molto e tutto sommato leggero.
Per dare consistenza alla pasta ho utilizzato farina di kamut; in realtà da moltissimo tempo ormai l'ho abbandonata, esattamente da quando Marina mi fece notare che si tratta di un Marchio Registrato, ma me ne hanno regalato un pacchetto, dovevo buttarla? 
Per ovviare alla tinta molto chiara, e forse poco invitante, ho aggiunto all'acqua di cottura un po' di curcuma; non ha dato sapore, in compenso"l'appetibilità" ci ha guadagnato. Ovviamente è una soluzione che potete adottare o no, a vostro gusto; le mie sono e rimangono sempre "suggestioni".  



Ingredienti (per 3/4 persone)
per la pasta:
90 g di farina di kamut bio (o grano duro)
50 g di farina 00 bio
per ripieno e condimento:
300 g di polpa di patate americane a pasta arancione (una patata grossa)
130 g di tomino fresco (formaggio dal sapore simile al caprino fresco vaccino, ma più consistente)
25 g di yogurt intero bio non zuccherato
un cucchiaio abbondante di parmigiano grattugiato
15 g di nocciole tritate grossolanamente più altre per il condimento
un mazzetto di erbe aromatiche fresche (maggiorana, santoreggia o timo, salvia, rosmarino)
olio extravergine d'oliva
sale, pepe, peperoncino
parmigiano grattugiato per servire
due cucchiaini di curcuma in polvere per la cottura (facoltativo)


Esecuzione:
setacciate le due farine e aggiungete acqua (non ho preso nota della quantità, ma solitamente ne occorre un po' più della metà del peso della farina).
Impastate a lungo fino ad ottenere un impasto morbido e setoso, formate una palla e mettete a riposare per almeno un'ora, coprendo per evitare l'essiccazione; nel frattempo preparare il ripieno. 
Tagliate a tocchetti la patata americana e lessatela in poca acqua, senza farla stracuocere. 
Scolate, riducete a purea con una forchetta e ripassate in una padella antiaderente, senza alcun condimento, finché il composto si sarà ben asciugato. Lasciate raffreddare; dovreste ottenere circa 190 g di purea. 
Tritate le erbe aromatiche e unitene un paio di cucchiaini al ripieno. Il restante trito conditelo con peperoncino e abbondante olio e lasciate da parte; vi servirà per il condimento. 
Aggiungete al ripieno lo yogurt, il parmigiano, le nocciole tritate, il tomino lavorato con una forchetta per renderlo cremoso (se utilizzate il caprino probabilmente il ripieno risulterà più morbido; potrete dargli consistenza con un po' di pane grattugiato) e insaporite con sale e pepe. A mio parere ci starebbe bene anche un po' di noce moscata; quando è venuto in mente a me ormai era tardi.
Amalgamate bene il tutto.
Tirate la pasta e preparate i ravioli dando la forma che desiderate; chiudete bene i lembi in modo che il ripieno non fuoriesca in cottura.
Lessate in acqua "colorata" con la curcuma, scolate dopo un paio di minuti e condite con l'olio aromatizzato e nocciole tritate. 
Se vi piace cospargete con altro parmigiano grattugiato (ma ci sta bene!) e servite subito. 

Commenti

  1. Molto interessante, me lo segno per le feste imminenti. Grazi!

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  2. Lo so come accade con quegli ingredienti nuovi che da mesi osserviamo. Siamo lì, come gatti, e li studiamo, li annusiamo, li tocchiamo piano quasi potessero muoversi da un momento all'altro e, quando siamo pronte, balziamo su e troviamo mille mila modi per poterci giocare e inventare. Non c'è un'idea che hai proposto che non rifarei con quelle patate belle arancioni. E quasi quasi, se le trovo, ti dico che ci provo :)

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  3. Un'ottimo utilizzo, direi! Non ho mai assaggiato le patate dolci e mi incuriosiscono parecchio...Soprattutto al cartoccio, o anche semplicemente lessate e ripassate in padella...
    Foto molto belle, complimenti!
    Alice

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  4. Buonissimi!! Le patate dolci mi piacciono tantissimo e questi ravioli hanno davvero un bellissimo aspetto!! Ottima idea, anche al cartoccio le amo, brava Fausta e davvero belle le foto!! Che spettacolo totale!!! Un abbraccio!!

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  5. sembrano una delizia e le tue suggestioni mi suggestionano non poco

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  6. Ciao Fausta, che bella ricetta. Io qui a Torino, almeno nei mercati dove faccio la spesa, non le ho mai viste, spero che arrivino anche qua perchè mi incuriosiscono molto. L'idea degli gnocchetti color albicocca poi è da copiare subito. Ciao!

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  7. questi ravioli sono favolosi e...ho comperato pure io le patate dolci!! :) Un abbraccio SILVIA

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  8. Ma sai che non le ho ancora mai viste queste patate?? Con la fissa che ho per le patate non me le sarei di certo fatte scappare... :-)
    Ho sentito proprio in questi giorni in tv che si poteva usare la curcuma per dare colore ai piatti, senza però alterarne il sapore. E devo dire che l'aggiunta della curcuma al tuo impasto l'ha fatto certamente risaltare di più.
    Come sempre, ottima la tua ricetta. Ma non c'erano assolutamente dubbi al riguardo. Esperimento riuscito!!!

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