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Visualizzazione dei post con l'etichetta calendario del cibo italiano

fagioli al fiasco... senza fiasco!

Ancora una ricetta per il Calendario AIFB. Questa volta andiamo in Toscana e non potremmo fare diversamente, perché solo qui poteva nascere un piatto che coniugasse la necessità di cucinare un piatto calorico e nutriente, adatto alle fatiche nei campi, con quella di economizzare, sfruttando, per la cottura, il calore residuo del camino e delle braci: i fagioli al fiasco. Madrina d'eccezione della Giornata a loro dedicata é Daniela , che sul sito AIFB e sul blog personale ci racconterà tutto su questa toscanissima preparazione. Toscanissima per via dell'antica vocazione vitivinicola della Regione, che portò a sua volta allo sviluppo, tra Tre e Quattrocento, dell'attività vetraria volta alla produzione dei contenitori adatti alla preziosa bevanda. Toscanissima perché la tradizione culinaria della zona prevede sovente l'utilizzo di questi legumi per piatti d'eccezione. Chi non conosce, ad esempio, i fagioli all'uccelletto? Interessante è anche ...

ragù vegetale alla nocciola Tonda Gentile Piemonte IGP

Da un po' manco da queste pagine, ma ormai dovreste essere abituati alle mie assenze. Sapete che ho lunghi periodi di rifiuto da web, a cui, però, seguono sempre ritorni carichi di entusiasmo. Dunque eccomi ancora qui - prefiggendomi una maggior continuità, che so già non rispetterò - per una scadenza importante: sempre lui, il Calendario del cibo italiano AIFB . Oggi è la Giornata della Nocciola Piemonte IGP , una vera eccellenza che il nostro Territorio ci regala in questa stagione in cui la frutta secca - noci, nocciole, mandorle, pistacchi - cominciano ad essere presenti con continuità nelle nostre pietanze.  L'ambasciatrice sono io, ma dico subito che senza l'aiuto di un paio di amiche blogger non ce l'avrei fatta.  Le ringrazio qui, pubblicamente, come ho fatto anche sul sito AIFB.  Sono Betulla Costantini , torinese "roerina", che per me ha scattato appositamente diverse foto dei noccioleti di Langa, costringendo a una lunga passeggiata i s...

le raviole della Val Varaita

Finita la Settimana dei frutti di bosco oggi ne comincia un'altra, sempre legata al Calendario del cibo italiano AIFB , sempre interessantissima e piena di sorprese: quella della Cucina di montagna .  E chissà quanti di voi in questo momento stanno proprio trascorrendo le loro vacanze in posti ameni e solitari, tra boschi, torrenti e laghetti, a contatto con la natura, ma anche -perché no?- del buon cibo! La splendida Ambasciatrice della Settimana non poteva che essere lei, la mia amica Cinzia che ci ha preparato un articolo in cui, sono sicura, ha messo tutto il suo cuore. Premetto che adoro il mare e non potrei rinunciarci per nessuna cosa al mondo, ma se devo pensare alle mie montagne, allora il pensiero non può che andare là, nel cuneese, sulle Alpi Cozie, in alta montagna e quasi al confine con la Francia, in Val Varaita.

la settimana dei frutti di bosco

More, mirtilli, fragoline, ribes rosso, ribes nero, uva spina, lamponi... quanti piccoli frutti utilizziamo abitualmente, per le nostre ricette dolci e salate, senza però conoscerli realmente, fino in fondo? Come al solito a colmare la lacuna ci pensa AIFB col suo Calendario , progetto che si propone di divulgare un po' di conoscenza intorno ai prodotti tipici della nostra terra e alla tradizione culinaria italiana.  E - perché no? -, anche di allettare con qulche frammento di storia, tanto per farci comprendere meglio le nostre radici, che solo gastronomiche non sono.   Oggi quindi celebriamo la Settimana dei frutti di bosco . In quanto ambasciatrice - me felice -,vi dico subito che non concluderò questo post con una ricetta: la mia proposta mangereccia , tratta e rielaborata da un antico testo,  la trovate sul sito AIFB . Quello che qui invece voglio ricordare, sono gli straordinari contributi delle amiche che hanno raccolto l'invito cucinando per n...

peperonata ricca di casa mia

Oggi in casa AIFB, il Calendario del cibo italiano si tinge di verde, di rosso e del giallo dei peperoni! La Giornata della peperonata ci aspetta con le tantissime versioni preparate delle mie compagne di avventura secondo le ricette delle loro Regioni, prima fra tutte la bravissima ambasciatrice e conoscitrice della materia, Manuela , al cui articolo vi rimando perchè... c'è sempre da imparare qualcosa.    Lo sapevate che la peperonata presenta differenze sostanziali tra nord e sud Italia? Beh, io no. Abituata da sempre a farla con una base di cipolla, mai avrei immaginato che alcune ricette non la prevedono proprio. Il peperone approdò in Europa a seguito della scoperta dell'America, insieme al pomodoro e altre solanacee e venne chiamato inizialmente pepe d'India, a causa del sapore che ricordava vagamente questa spezia. Il nome botanico, Capsicum , derivante dal greco kapto - mordo con avidità - venne attribuito per il sapore piccante, che "morde" il ...

la sardenaira

Cosa hanno in comune l'ammiraglio genovese Andrea Doria e la sardenaira? E perché si chiama sardenaira, se non c'è l'ombra di sardine? La pizza, in America, è stata diffusa dai napoletani, oppure anche i liguri hanno avuto un loro ruolo? Le risposte, insieme ad altre curiosità, le trovate da oggi sul sito AIFB , alla pagina del Calendario del cibo italiano che celebra la Giornata della Sardenaira . E l'ambasciatrice... c'est moi! Per prima cosa voglio ringraziare tutte le amiche che, sfidando le temperature estive, hanno acceso il forno per proporre una loro versione del piatto sanremasco. Grazie ragazze, siete state meravigliose. E che sardenaire! Sentite un po' qui:  ringrazio Lucia , che l'ha preparata aggiungendo le splendide olive di Gaeta; dov'è difficile reperire i prodotti della tradizione - le olive taggiasche - arriva l'ingegno, Daniela , che ha utilizzato l'origano selvatico di Aspromonte e le sarde di Calabria...

pesche ripiene al forno alla piemontese

... e finalmente, estate. Sì, lo so, per il calendario astronomico dobbiamo ancora pazientare qualche giorno, ma per me che abito in Riviera è ormai tempo di indossare il costume, mettere asciugamano e crema solare in borsa e partire per la spiaggia. Già che parliamo di calendario, allora citiamo anche quello di AIFB, il Calendario del cibo italiano , e poiché parliamo di mare, sole, spiaggia, quale miglior spuntino che un bel frutto estivo, per dissetarsi sotto l'ombrellone? A parlarci diffusamente della frutta estiva sarà Alice , splendida Ambasciatrice della Settimana dedicata all'argomento e titolare di un sito meraviglioso; io, come sempre, mi limiterò a portare un contributo molto più modesto. Freschi e succosi, i frutti estivi sono preziosi alleati del nostro organismo in un periodo nel quale caldo e afa, attraverso la sudorazione ci fanno perdere importanti principi nutritivi. Ormai da tempo è noto che una dieta corretta dovrebbe prevedere 5 porzioni al g...

dalla tavolozza alla tavola: il Seicento spagnolo in un piatto

Oggi il Calendario AIFB celebra la Giornata del Cibo nell'arte ; a introdurci nell'argomento è Maria Teresa e so già che il suo articolo sarà una vera opera d'arte. Io che amo l'arte pittorica, soprattutto tardo rinascimentale, ho pensato di partecipare riproducendo fotograficamente una natura morta figlia del '600 spagnolo, per un post fatto a immagini, più che "a ricetta". A partire da quel secolo la cultura artistica europea subirà un cambiamento radicale, proponendo agli occhi dell'osservatore non più i temi "alti" della religione e del mito, ma oggetti inanimati quali fiori, ortaggi e frutta, animali morti, vasellame, strumenti musicali ecc., che diventano essi stessi il soggetto principale o esclusivo della rappresentazione artistica. Alcuni studiosi indicano il Canestro di frutta del Caravaggio come la prima importante opera di genere; certo che anche se così non fosse il pittore italiano contribuì in modo fondamentale alla...

cucinare col nasturzio: crocchette di patate e fiori e insalata con foglie

Lo confesso: di erbe e fiori commestibili m'intendo davvero poco, ma per nulla al mondo avrei mancato questo appuntamento con il Calendario AIFB ! L'ambasciatrice della Settimana dedicata proprio alle risorse che la natura ci offre, spesso solo a costo di una semplice passeggiata in campagna, è Cinzia , amica e compagna d'avventure a cui sono legata da particolare affetto. Potevo quindi farle mancare il mio "appoggio"? No. Diciamo che ci ho provato, perché l'argomento è vastissimo e c'è ampia possibilità di scelta, ma occorrerebbe conoscerlo bene come lei, per raccogliere le erbe "giuste", spesso confondibili con quelle tossiche, e saperle poi valorizzare in cucina. Ho cercato d'informarmi un po', ma il grosso problema è che per essere gustate al meglio la raccolta deve avvenire prima della fioritura. D'altra parte succede così anche nell'orto, con le specie vegetali domestiche. Dunque riconoscere una pianta dalla fo...

agliata monferrina e rubatà... andiamo in collina!

Oggi, complice il Calendario del cibo italiano - AIFB che ha stabilito di dedicare questa settimana alla Cucina di collina , ci trasferiamo in Piemonte.  Per la verità mi rendo conto che il Piemonte non sia l'unica Regione italiana che presenta zone collinari e relative tradizioni culinarie, ma la mia scelta è caduta sulla cucina monferrina. Sonia , invece, saprà illustrarci la cucina di collina in tutta la sua splendida varietà e personalmente vado subito a leggere il suo aticolo!   Il Monferrato è il territorio collinare che si estende all'interno delle province di Asti e Alessandria.  Il nome è di etimologia incerta: alcuni lo fanno risalire alla congiunzione della parole Monte e Farro , per via delle coltivazioni cerealicole della zona, altri al latino Mons ferax - monte fertile - e c'è chi si spinge a ipotizzare un originario Mons ferratus , derivante dai ferri dei cavalli lasciati dai romani al tempo della conquista. Qualunque sia l'origine del nome...

cucina di confine ligure-provenzale: il brandacujun

Questa settimana il Calendario del cibo italiano - AIFB dà il benvenuto alla Cucina di frontiera . Curiosi? Io molto, perché l'argomento è così vasto che sarà difficile trovare due ricette che si assomiglino e sicuramente tra le tante postate dai sostenitori saranno molte quelle che non conosco.  A parlarci diffusamente dell'argomento sarà Marina , andiamo a leggere cosa ci racconta in proposito! La cucina, per sua natura, è contaminazione; le persone si spostano, in massa seguendo i flussi migratori, o singolarmente, a causa di vicende personali. In ogni caso portano con sé le proprie usanze, insieme ai piatti della propria tradizione; naturale che continuino a cucinarli diffondendoli presso i nuovi amici.  Volete qualche esempio? Pensate alla cucina siciliana, così intrisa di sapori e abbinamenti di derivazione araba, e solo pochi giorni fa parlavamo della carabaccia , piatto toscano emigrato in Francia insieme a Caterina de' Medici per essere trasformato ...

le focaccine di scarola di Totò

Ammetto che da piccola non mi piaceva; ho cominciato ad apprezzarlo crescendo. Di chi parlo? Ma di Totò, naturalmente! E che c'entra Totò in un blog di (suppergiù) cucina?  C'entra, c'entra... c'entra, perché forse non tutti sanno che - e ammetto i miei limiti: io stessa fino a poco tempo fa lo ignoravo! - Totò era un gourmet, un amante della buona tavola, lui stesso si dilettava a far cucina . Lo scopro grazie al Calendario del cibo italiano - AIFB che proprio per oggi ha previsto una Giornata a lui dedicata .  A parlarci di Totò buongustaio sarà Lucia , che voglio ringraziare tantissimo perché m'è bastato solo chiederle lumi che s'è subito prodigata a fornirmi le copie delle ricette contenute nel libro scritto dalla figlia dell'attore, Liliana. Grazie Lucia! Mio padre amava mangiare , racconta la figlia , forse anche per la tanta fame patita in gioventù. Le ricette contenute nel libro dal titolo Fegato qua, fegato là, fegato fritto e bacc...

è lei? Signori: la pizza bianca romana!

Ma sì, io dico che è lei... pur non avendola mai assaggiata. E ora mi domando: possibile? Ho una vasta cuginanza che abita nei pressi di Roma e quando son stata "giù" - giù perché io abito in Liguria, quindi per il sud vado in discesa! - non m'è mai capitato di assaggiarla? Beh, io non la ricordo e se la discrimine è tra l'ho assaggiata, ma non m'è rimasta impressa e non ho mai avuto il piacere d'incontrarla , preferisco la seconda, perché se fosse la prima ero ubriaca, o dormivo, o non ero io, ma un mio alter ego. Insomma, che devo dire? Complice il Calendario del cibo italiano - AIFB , che ha voluto dedicare la giornata odierna alla Pizza bianca romana - e vi consiglio di godervi, mai termine fu più appropriato, il post di Cristina che ci svelerà tutti i segreti di questo meraviglioso prodotto della panificazione -, mi sono rimboccata le maniche e l'ho fatta... tre volte. Sì, perché io, abituata alla genovese, non mi sono subito resa cont...

carabaccia: non la solita zuppa (di cipolle)!

  C'era una volta... il Calendario del cibo italiano - AIFB ? Beh, no, quello c'è tuttora, io sto parlando di Caterina de' Medici . Discendente di Lorenzo il Magnifico, di cui era la pronipote, giunse in Francia nel 1547 per convolare a giuste nozze - passatemi l'espressione d'altri tempi, visto che parliamo del 1500! - con il reggente al trono, Enrico II. La sua figura è controversa e legata a leggende nere. Ricordo di aver visto, diversi anni fa, il film tratto dal libro di Dumas, La Regina Margot . Caterina veniva dipinta come una donna avida di potere, che non esitava a eliminare fisicamente gli avversari della Corona ricorrendo a veleni e massacri, come quello della notte di S. Bartolomeo. Sicuramente come moglie, madre e suocera di sovrani di Francia, influenzò non poco la politica del tempo, ma il XX secolo ha rivalutato la sua figura, restituendocela come regina attenta ai sudditi e fine "tessitrice" di azioni volte alla pace e riconc...

spaghetti all'asparago viola d'Albenga e limone

  Tutto nasce... dal Calendario AIFB ! La "Giornata" di oggi, infatti, è dedicata all'asparago, una delle verdure primaverili per eccellenza. Chi ci sa raccontare tutto sull'asparago è Daniela , io mi limito a qualche notizia di carattere generale - giusto per non far la figura di chi non è in grado d'informarsi - per rivolgere poi la mia attenzione alla varietà utilizzata nella ricetta: il violetto d'Albenga. La parte commestibile della pianta, il turione, non è altro che il suo germoglio, fin qui tutti d'accordo. Un po' più di confusione c'è per quanto riguarda l'origine del nome, mediato sicuramente dal greco aspharagos , ma di provenienza persiana. E qui i pareri di dividono: c'è chi lo fa derivare dal termine asparag (germoglio), chi da cperegh (punta, dentello), chi ancora da sperega , ma a noi, in fondo, che importa? Sappiamo che era coltivato in Mesopotamia e apprezzatissimo dai Romani che già nel 200 A.C. scrivevano circa ...

pansoti in salsa noci...

... e mi raccomando, panciuti e cicciotti lo devono essere  - altrimenti non si chiamerebbero così - ma di "t" ne devono avere solo una.  Oggi un'altra ricetta genovese per il Calendario del cibo italiano - AIFB : i Pansoti in salsa noci , appunto. L'ambasciatrice non poteva che essere lei, Monica , genovese doc, della quale aspetto il post con moltissima curiosità. Perché se questo piatto è sicuramente uno dei miei preferiti, è anche vero che non lo faccio quasi mai, almeno non nella versione "originale"; diciamo che sovente lo piego ai miei voleri. Si tratta di una pietanza relativamente recente; alcuni fanno risalire la sua prima apparizione al festival gastronomico di Nervi del '61, in realtà era già presente nel '31 nella Guida gastronomica d'Italia del TCI. Certo è che ho sfogliato per benino La cuciniera genovese , testo di metà '800, e di pansoti neanche l'ombra.   Partiamo dalla pasta che deve contenere poche uov...

minestra di riso e castagne secche...

... perché oggi per il Calendario del cibo - AIFB inizia la Settimana della Penitenza con ben due ambasciatrici d'eccezione: Alessandra e  Susanna . Prima d'iniziare a farvi fare penitenza - compresa gratuitamente nella lettura del post -, faccio una piccola divagazione. Il mio contributo è tratto da Cucina di strettissimo magro , già fonte di altre fortunate scoperte , ricettario che contiene, appunto, piatti che escludono carne, latte e derivati, uova. Se non fosse per quelle saltuarie incursioni da parte di specie ittiche sarebbe un testo adattissimo anche a chi fa scelte vegetariane o vegane. Un esempio? Cercate la ricetta del f ormaggio magro , pura acrobazia retorica, ma anche prodotto ingegnoso per ottenere qualcosa di grattugiabile con cui sostituire il vero formaggio. Questo con buona pace di chi ritiene arbitraria la terminologia utilizzata oggi dalla cucina vegana, che personalmente non pratico ma rispetto come faccio per qualsiasi altra scelta lecita, alime...

minestrone? Sì, ma alla genovese!

  Altro giro, altro regalo! E che regalo: oggi secondo il Calendario AIFB è la Giornata del Minestrone "alla genovese", e occorre specificarlo, perché quello alla genovese non è il solito minestrone. Abitando nel Ponente ligure mi sono sentita un po' tirata in ballo; primo perché si parla pur sempre di Liguria, secondo perché adoro letteralmente Genova. Mi piace. Mi piacciono i sui carruggi, le sue piazze, i palazzi, le trattorie, le sue piccole e deliziose drogherie... da noi c'è un detto che recita C'è di tutto come a Genova (lo si dice in dialetto, ma ve lo risparmio). E l'aria che respiro è la stessa che respiravo moltissimi anni fa, quando, adolescente, allontanarmi da casa un intero giorno per andare a girare a piedi quella grande città, per me rappresentava Libertà. Sia chiaro che intendo aria in senso metaforico. Potevo quindi esimermi dal partecipare con un mio piatto? No, mi pare chiaro. Non avendolo mai assaggiato in loco ho ...

pasta gratinata "vruoccoli e muddica"

Calendario !!! Scommetto che eravate preparati. Ma non credo foste preparati al tema odierno: con la Giornata della Pasta con i vruoccoli arriminati oggi è di scena la Sicilia. Per la verità "la Sicilia" entra spesso in casa mia; nella vivace attività di scambio piatti (pieni) che abbiamo avviato con la mia vicina di casa, siciliana doc anche se ligure di adozione, i sapori di quella Terra per me non sono più un buco nero. Caponatine, paste dolci, mandorle e pistacchi, insalate di finocchi e arance spettacolari, sono solo alcuni piccoli esempi di ciò che arriva "di qua" e sempre "di qua" sparisce rapidamente. Per non parlare delle delizie siciliane che assaggiamo "di là". Sia chiaro per tutti che poi i piatti, vuoti ma lavati, tornano al mittente. Torniamo ai vruoccoli. Come tutte le ricette della tradizione non esiste una codificazione ben precisa; ci sono, quello sì, alcuni elementi imprescindibili, ma ho notato come in questo ...

fagottino al radicchio, speck e nocciole

Per il Calendario del cibo italiano - AIFB , oggi non è solo l'inizio di una settimana del Cavolo (non in senso figurato), ma anche la Giornata del Radicchio Trevigiano . Battute scontate, lo ammetto e poi io adoro le crucifere e prima della fine della settimana arriverà anche una ricetta "del"... ehm... no, "col", cavolo! Ma ora torniamo al tema del giorno: sarà Elisa a raccontarci vita, morte e miracoli del Radicchio di Treviso IGP. Io, che sono soprattutto interessata ai miracoli, vado a informarmi... aspettatemi ché torno fra poco. Per quanto mi riguarda vi lascio solo qualche accenno, facilmente ricavabile dal sito ufficiale del Cosorzio a tutela del Radicchio... anzi, Radicchi, perché per la verità sarebbero tre: il Precoce, il Tardivo, il Variegato di Castelfranco. Il Precoce è forse quello più presente sulle nostre tavole. Sapore amarognolo, come del resto tutti i radicchi, ma piacevole, il cespo del Precoce si presenta ben chiuso, formato d...