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Visualizzazione dei post con l'etichetta snack e appetizer

latkes con salsa tirokafteri per il contest Peperita

Titolo difficile? Preparazione facilissima! Come spesso accade in questo blog - e chi mi segue dovrebbe ormai esserci abituato -, i miei piatti, a dispetto di alcuni titoli altisonanti, sono davvero semplicissimi. Qui si tratta di frittelline di patata e cipolla, tipiche della cucina degli ebrei-ashkenaziti, accompagnate da una salsa greca. Piccante.   L'occasione per osare piccantezza - a me il piccante piace molto e spesso oso , oso parecchio - è un contest incentrato sull'uso del peperoncino, o meglio, dovrei dire dei peperoncini!  La Giornata del peperoncino ricordata dal Calendario del cibo italiano è passata da un pezzo, ma noi torniamo lì, perché le curiosità e i saperi legati a questo prodotto non si esauriscono con poche parole. Ma non cominciate a sudare freddo; cercherò di ridurre le cose all'essenziale.    Sapevate che le varietà sono tantissime? Io, nella mia ignoranza, arrivavo sì e no alle dita di una mano, giusto perché adoro me...

crema di aglio arrosto

Come succede tutti gli anni, in estate sparisco un po' rendendomi quasi invisibile; tra le altre cose mi divido tra giardinetto e orticello e se l'ultimo produce come dovrebbe devo anche trasformare le verdure, leggi cucinarle . In caso di sovrabbondanza - a volte speranza mal riposta -, preparo e metto in freezer, come scorta per l'inverno: torte salate e fiori di zucca ripieni da tirar fuori all'ultimo momento nei giorni in cui voglia di cucinare saltami addosso .  Un po' di voglia di cucinare l'avrei anche adesso, per la verità, ma non posso mica sprecare quello che produco... Così il forno lavora sempre, anche con le temperature estive ed è ancora alla cottura in forno che mi sono rivolta per preparare questa crema all'aglio semplicissima e versatile, che sicuramente vi piacerà, almeno se, come me, amate l'aglio! L'occasione come al solito me la fornisce il Calendario del cibo italiano - ci vuole sempre "lui" a smuovermi ...

"crackers" semplici al grano duro e sesamo

La vera verità è che, volendo riprodurre una curiosa ricetta trovata sul libro Pop Palestine , avevo bisogno di una grossa quantità di nigella.  La vera verità è che mi sono ritrovata con una grossa quantità di sesamo nero. La vera verità è che non sono ancora venuta a capo di questo busillis : nigella e sesamo nero sono la stessa cosa? Tra i nomi con cui comunemente è conosciuta la prima c'è anche quello del secondo.  Ora, avendo assaggiati entrambi i tipi di semi - la nigella ce l'ho, ma in quantità insufficiente per la ricetta palestinese - posso dire che a me il sapore sembra diverso... ma non so, magari è autosuggestione e le immagini scovate in rete confondono le idee. La questione è aperta e se qualcuno sa, che si faccia avanti, plissss ! Detto questo ci sarebbe una quarta vera verità : dalle immagini che vedo, sempre in rete, potrebbe anche essere che io la nigella la stia inconsapevolmente coltivando come pianta ornamentale; dal fiore bellissimo, tra ...

bis di peperoni per il pic nic

Giorno di festa?  Il Calendario del cibo italiano lo sottolinea così, dedicando questo 25 aprile alla Giornata della scampagnata . E se qualcuno è già sul piede di partenza col suo cestino bell'e pronto e pieno di cosine sfiziose, in questa primavera non mancheranno altre occasioni per provare qualcuna delle deliziose preparazioni che i membri della nostra Community hanno preparato per voi.  Io, come al solito, sono andata sul semplice. Primo, perché i piatti eccessivamente elaborati non sono (più) nelle mie corde, poi perché a parer mio una scampagnata dev'essere un momento di aggregazione, convivialità e festa; un modo per godere della compagnia degli amici, all'aria aperta, liberandosi per una volta dalle regole del galateo che volenti o nolenti ci ingessano sempre un po', non certo l'occasione per procuraci del lavoro in più. Insalate, torte, crostate, involtini, terrine, insomma, riempiamo il nostro cesto con tutto quello che può essere tranquil...

falafel di piselli freschi

Primavera, ovvero, stagione di fave, piselli, asparagi... insomma, il risveglio della natura arriva anche in tavola, e devo precisarlo? Sono tutte verdure che mi piacciono moltissimo. Dunque solitamente ne compro a vagonate, con tutto quel che comporta. Se le fave si sgranano al momento, mentre in tavola è già pronto il tagliere con salami e pecorini (e se possibile anche una bella teglia di focaccia appena sfornata... o magari di pizza bianca romana ), gli asparagi, ma soprattutto i piselli, un po' di lavoro lo prevedono. Quelli che ho comprato l'altro giorno erano teneri e dolci, davvero buoni, e ho deciso per un piatto total-green, ma soprattutto veloce: dei falafel di piselli . Mi ha sempre lasciato un po' perplessa il fatto che in quelli tradizionali, di fave o ceci secchi, i legumi debbano solo essere ammollati per qualche ora e poi frullati, senza cottura. Ma non sono un po' indigesti? Non so, in Medioriente li mangiano, quindi probabilmente la risposta...

focaccia di Recco col formaggio

Lo devo proprio dire: non ci sono parole per descrivere questa (altra) delizia ligure. Sarò di parte? Uhmmm... forse... ma a ben pensarci no, non credo e se non fosse per il mio colesterolo, che urla già così, nonostante mi trattenga su moltissimi cibi, me la cucinerei tutti i santi giorni. Per la verità confesso che da molto tempo pensavo di dover pubblicare la ricetta di questa meraviglia, ma più che cucinarla, cosa che è quasi una belinata , la mia difficoltà era quella di immortalarla in qualche scatto che fosse decente e soprattutto le rendesse giustizia. Insomma, a pensarci bene si tratta pur sempre di un prodotto che ha tanto di disciplinare IGP , e dal pensarlo a farmi prendere da un certo timore reverenziale è un attimo. E poi, uffa, la focaccia di Recco col formaggio va mangiata calda, appena uscita dal forno, con la sua pasta scrocchiolosa e il cuore morbido e cremoso e fotografarla significa rinunciare a tutto ciò. Ebbene, lo confesso, per il Nuovo Calendari...

non-pizza ai cavoletti e limone

Ora, vabbè che ormai sotto il nome di pizza si può nascondere ogni sorta di nefandezza culinaria, va bene che la Martha internazionale cucina cose buonissime e a lei perdoniamo tutto, ma io che adoro la pizza napoletana col cornicione bello alto e bolloso, di chiamare questa cosa pizza proprio non me la sono sentita.  Dunque non-pizza, o potremmo definirla una schiacciata. L'ho leggermente cambiata, come al solito, ma la sostanza rimane quella del piatto che Martha Stewart ci presenta nel libro Vegetariana , da cui avevo già tratto il Curry di ceci, broccoli e pomodorini . Questro libro mi piace moltissimo e credo che presto ruberò altre ricette sfiziose.  In sintesi ho cambiato, ma solo per questioni di tempo, la base, utilizzando una pasta a lievitazione istantanea (ma non sussultate e leggete sotto!) e non ho fatto la precottura in padella. Infine ho sostituito la mozzarella, che in cottura rilascia acqua, con la quagliata genovese, ma poiché è difficile da trova...

snack crudisti... non chiamiamoli biscotti

Il biscotto è una preparazione di cucina e di pasticceria dolce il cui nome deriva dal latino medievale "panis biscotus" - pane cotto due volte -. La presenza di miele, anticamente, o zucchero, e la cottura in forno li rendevano conservabili anche per lunghi periodi.  Più o meno testualmente, Wikipedia. Poiché ho un po' di esperienza nel campo, aggiungo che anche terrecotte e terraglie prendono il nome di biscotto ceramico, per via di una seconda cottura, necessaria a seguito della smaltatura. Ma qui, lo so, la terracotta non c'entra. Ancora oggi le fette biscottate sono cotte due volte. Per i biscotti dolci così come li conosciamo non ce n'è più necessità, ma almeno un passaggio in forno si fa; mi trovo quindi un po' in difficoltà, nonostante l'aspetto, a chiamare biscotto questa preparazione crudista. Preferisco snack, spezza-fame, rompidigiuno, merendina, spuntino... Ero curiosa di vedere cosa usciva fuori dall'essiccatore, ammenn...

barbagiuai: una ricetta dalla Liguria di Ponente

Qualche mese fa, in piena estate, i responsabili della rivista Torino Magazine mi chiesero un contributo autunnale per la rubrica dedicata ai food blogger.  Ora, come abbiano fatto a scovare proprio me che sono davvero incostante nella pubblicazione, rimane un mistero, ma forse è stato proprio questo il motivo per cui mi sono lasciata coinvolgere, proponendo loro una ricetta tipica dell'entroterra intemelio ( ventimigliese ), nello specifico della Val Nervia: i barbagiuai. La leggenda vuole che questo strano nome derivi da una tale zio - barba , in dialetto - Giuàn; in parole povere a questo zio Giovanni si dovrebbe l'invenzione del fagottino ripieno di zucca, riso e brusso, che viene celebrato ogni anno, a settembre, a Camporosso, con una sagra in cui ne vengono fritti a centinaia, in piazza, in enormi padelle.  Già, fritti, e devo specificarlo: nonostante io non ami friggere ammetto che questa volta, provando sia la versione originale che una "ingentilit...

cucinare col nasturzio: crocchette di patate e fiori e insalata con foglie

Lo confesso: di erbe e fiori commestibili m'intendo davvero poco, ma per nulla al mondo avrei mancato questo appuntamento con il Calendario AIFB ! L'ambasciatrice della Settimana dedicata proprio alle risorse che la natura ci offre, spesso solo a costo di una semplice passeggiata in campagna, è Cinzia , amica e compagna d'avventure a cui sono legata da particolare affetto. Potevo quindi farle mancare il mio "appoggio"? No. Diciamo che ci ho provato, perché l'argomento è vastissimo e c'è ampia possibilità di scelta, ma occorrerebbe conoscerlo bene come lei, per raccogliere le erbe "giuste", spesso confondibili con quelle tossiche, e saperle poi valorizzare in cucina. Ho cercato d'informarmi un po', ma il grosso problema è che per essere gustate al meglio la raccolta deve avvenire prima della fioritura. D'altra parte succede così anche nell'orto, con le specie vegetali domestiche. Dunque riconoscere una pianta dalla fo...

agliata monferrina e rubatà... andiamo in collina!

Oggi, complice il Calendario del cibo italiano - AIFB che ha stabilito di dedicare questa settimana alla Cucina di collina , ci trasferiamo in Piemonte.  Per la verità mi rendo conto che il Piemonte non sia l'unica Regione italiana che presenta zone collinari e relative tradizioni culinarie, ma la mia scelta è caduta sulla cucina monferrina. Sonia , invece, saprà illustrarci la cucina di collina in tutta la sua splendida varietà e personalmente vado subito a leggere il suo aticolo!   Il Monferrato è il territorio collinare che si estende all'interno delle province di Asti e Alessandria.  Il nome è di etimologia incerta: alcuni lo fanno risalire alla congiunzione della parole Monte e Farro , per via delle coltivazioni cerealicole della zona, altri al latino Mons ferax - monte fertile - e c'è chi si spinge a ipotizzare un originario Mons ferratus , derivante dai ferri dei cavalli lasciati dai romani al tempo della conquista. Qualunque sia l'origine del nome...

le focaccine di scarola di Totò

Ammetto che da piccola non mi piaceva; ho cominciato ad apprezzarlo crescendo. Di chi parlo? Ma di Totò, naturalmente! E che c'entra Totò in un blog di (suppergiù) cucina?  C'entra, c'entra... c'entra, perché forse non tutti sanno che - e ammetto i miei limiti: io stessa fino a poco tempo fa lo ignoravo! - Totò era un gourmet, un amante della buona tavola, lui stesso si dilettava a far cucina . Lo scopro grazie al Calendario del cibo italiano - AIFB che proprio per oggi ha previsto una Giornata a lui dedicata .  A parlarci di Totò buongustaio sarà Lucia , che voglio ringraziare tantissimo perché m'è bastato solo chiederle lumi che s'è subito prodigata a fornirmi le copie delle ricette contenute nel libro scritto dalla figlia dell'attore, Liliana. Grazie Lucia! Mio padre amava mangiare , racconta la figlia , forse anche per la tanta fame patita in gioventù. Le ricette contenute nel libro dal titolo Fegato qua, fegato là, fegato fritto e bacc...

riso al salto al finocchio e finocchietto

Potevo farmi sfuggire un'altra curiosa scadenza del Calendario italiano del cibo - AIFB ? No! Eccoci dunque alla Giornata Nazionale del Riso al salto . Per la verità di riso m'intendo poco. Sì, il risotto lo faccio qualche volta, so che occorre utilizzare un ottimo riso, che deve rimanere all'onda, ma non chiedetemi di fare il tradizionale risotto alla milanese perché avrei seri problemi (soprattutto col midollo!).  Ancor meno mi cimento in quello "saltato", visto che è assai difficile che "produca" avanzi per poterlo cucinare, ed è per questo che vi invito ad andare sul sito Aifb, dove troverete un articolo che vi dirà tutto, ma proprio tutto, su questa milanesissima ricetta. Le informazioni che ho trovato qua e là fanno risalire la nascita del piatto alla necessità di ripresentare in tavola in veste diversa il risotto avanzato; questa ricetta non poteva che nascere in un Territorio dove la risicultura è da secoli parte integrante dell'ec...

la cucina degli avanzi: frittelle di minestrone

Ancora una scadenza legata al Calendario del cibo italiano 2016 - AIFB ; per la precisione oggi inizia la Settimana degli Avanzi .  Per quel che mi riguarda devo essere sincera: queste frittelle non le avevo mai sentite nominare. Eppure. Eppure si tratta di una ricetta del Ponente ligure, e chi mi conosce sa molto bene quanto la mia cucina sia spesso ispirata alla mia terra d'origine.  E' un piatto povero, proprio della cucina "del riciclo" tanto cara quanto indispensabile alle famiglie numerose di una volta e ora riscoperta e rivalutata, perché si sa, i tempi degli sprechi sono finiti (e dovrebbero esserlo non solo per ragioni economiche) e occorre far di necessità virtù. Leggere di queste frittelle è stato un caso: le ho trovate in un libretto, forse dovrei più chiamarlo quadernetto, distribuito gratuitamente nel supermercato di cui sono cliente abituale e prodotto in collaborazione con alcune classi elementari della mia città. In una scuola dove le cl...

spanakopita

Non so come sia possibile, eppure questo blog è ancora seguito, nonostante le mie numerose assenze; il tempo vola ma di tanto in tanto, abbiate fede, torno e tornerò a riaffacciarmi, per darvi qualche ricetta senza pretesa.  Questa risale a quest'estate. Non è velocissima, lo ammetto, specie se deciderete, come me, di fare la pasta fillo in casa, ma considerate che potrete preparare in precedenza e surgelare e sarà comunque un sicuro successo. E non lo dico perché adoro qualsiasi tipo di verdura, non lo dico neanche perché, da ligure doc, mi piace cucinarla e proporla spesso in veste di torta salata, e nemmeno perché questa ricetta, preparata per una cena "a tema", ha riscosso moltissimo successo di pubblico e di critica... o forse sì, lo dico per tutte queste ragioni! Il problema principale è quello di stendere la pasta il più sottile possibile; dovrebbe diventare un velo semitrasparente, come quella che si acquista, ma semplicemente lavorando di matterello ...

grissini "neri" ai semi e peperoncino

Parafrasando D'Annunzio: settembre, andiamo, è tempo di... tornare. Da quanti mesi sono assente dal web? Tanti, troppi forse, ma le "attività" estive (mare, orto e giardino... ; tutte bruttissime cose da cui meglio astenersi) mi hanno rigenerato da un lato e privato di energie dall'altro, non tanto "in cucina", quanto nella voglia di immortalare i piatti in modo decente. Insomma: no foto, no blog.  Passato il periodo di caldo torrido, eccomi di nuovo rispuntare timidamente e far capolino su queste mie pagine. Lo faccio con una ricetta rapidissima, gustosa e piccante: grissini (veramente dovrei dire "grissoni"!) a lievitazione istantanea. Provati la prima volta per un corso di fotografia, li ho già rifatti altre due volte, perché sono stuzzicanti spezza-digiuno, uno tira l'altro; teneteli a mente, quando dovrete preparare un aperitivo sfizioso! Scegliete voi se farli più o meno friabili, basterà variare la dose d'olio e, di cons...

pizza scime... a modo mio

Il libro è questo , la Regione è l'Abruzzo, la ricetta "la pizza scime". "I pani dimenticati" è un libro che ha attirato subito la mia attenzione; anche se da un po' di tempo evito i lievitati, andare alla scoperta di pani antichi di cui è ricchissima la nostra Penisola era una curiosità che andava soddisfatta. E non sono rimasta delusa, anzi, ho trovato tantissime ricette, alcune facili e rapide, altre un po' più complesse, che mi hanno "catturato" e che conto di riproporre anche a voi in futuro.  La pizza scime non è proprio dimenticata, in rete ci sono diverse versioni di questa ricetta, antica memoria di comunità ebraiche stanziatesi in Abruzzo nel '400. Se l'origine è ebraica, avrete già capito che si tratta di una sorta di focaccia azzima, in perfetta sintonia con le mie "voglie" attuali che, se non contemplano i lievitati, non mi fanno mai rinunciare mai ad una bella dose di farinacei glutinosi :). Decisamente n...

frandura

Vi avevo promesso una ricetta semplice, tradizionale dell'entroterra della Liguria di ponente, no? Beh, sì, per la precisione qui ... Originaria di Montalto Ligure, paesino situato nella Valle Argentina, in provincia di Imperia, ecco la frandura, piatto contadino, come molti altri della mia Regione. Cucinata la mattina, o più probabilmente la sera prima, questa sorta di focaccia non lievitata veniva portata nei campi, per il frugale pasto di mezzodì. Si tratta quindi di una pietanza molto rustica, da consumare tiepida o fredda, una pietanza che va recuperata per la sua genuinità e "sincerità", esempio di ciò che si riusciva a ricavare un tempo con pochi ingredienti, tutto sommato umili e sempre presenti in ogni cucina. La frandura dovrebbe essere cotta nel forno a legna, in un grande testo, ma poiché, ahimé, non possiedo forno a legna... mi sono accontentata di quello elettrico. Accontentata si fa per dire, perché anche così mi è piaciuta molto, affidand...

dip di pistacchi: il sapore del medioriente

In realtà, come spesso accade, ho apportato qualche modifica alla ricetta, facendola diventare più italiana che mediorientale, ma "l'idea" c'è ancora tutta. Sì, beh, ho usato finocchietto selvatico al posto del coriandolo, perché quest'ultimo in famiglia piace poco, e ho sostituito l'elemento base, feta, con il più nostrano quartirolo, ma sono sicura che il sapore non ne abbia risentito in modo sostanziale. Ne ho fatto anche una seconda versione, con primo sale ed è questa che vi trascrivo qui, perché l'ho preferita in virtù della sua consistenza, più morbida e spalmabile. Ottima, comunque, anche la prima, con l'accortezza di consumarla subito perché se conservata in frigo tende a indurire un po'. Potrete però renderla nuovamente cremosa aggiungendo un po' di yogurt (attenzione al grado di acidità) oppure latte, o poca acqua. L'aglio è un elemento importante, presente in tutti i piatti della tradizione del Medio Oriente, in alc...

Arepas

L'ho già detto che sono in un momento "lievitati-no"?  L'ho già detto, neh?  Ecco, però, io che senza carboidrati sono morta, cerco sempre strade alternative per cucinarli. E poi c'è la curiosità, che mi spinge spesso verso altre culture... Le arepas sono un "pane" tipico di Venezuela e Colombia, a base di farina di mais precotta, preferibilmente bianca. In questi Paesi si consumano in tutte le occasioni, accompagnano pranzi, cene e colazioni, perché essendo di sapore neutro si adattano bene ad abbinamenti con cibi dolci e salati.  La preparazione è velocissima e questo, per me, in questo momento in cui la natura comincia ad esplodere e mi trovo impegnata nei lavori di giardinaggio (e poi è ora di stare un po' all'aria aperta!), rappresenta un valore aggiunto.  Il mais è naturalmente privo di glutine, quindi adatto anche a chi soffre d'intolleranze; in questo caso accertatevi però che il prodotto sia certificato ed esente da c...