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04 settembre 2014

confettura alle prugne con pinoli e uvetta

 

Sto riscoprendo il piacere di fare colazione con semplici fette biscottate, coperte da un velo di marmellata. 
In questo momento impastare, o fare dolci, non è nelle "mie corde", però ho scovato, nel reparto bio del supermercato, delle splendide fette biscottate che non contengono ingredienti poco salutari. Niente grassi idrogenati, niente monodiglieceridi ecc ecc, nessun olio-vegetale-non-meglio-specificato (dicitura che troppo spesso nasconde l'utilizzo di strani olii, tra cui quello di palma, uno dei più dannosi in assoluto per la nostra salute).
Niente zuccheri aggiunti, utilizzo di diversi tipi di farine bio (cereali, integrali ecc), una versione è senza sale, e tutte, tutte, contengono olio extravergine d'oliva.
Adoro così tanto quest'ingrediente che quelle fette sono state mie al primo sguardo; in attesa di ricominciare a produrre di buona lena le mie, mi "accontento" di un prodotto industriale, ma di qualità. 
Accompagnarle con una buona confettura, almeno quella sì, fatta in casa, è quasi d'obbligo e la mancanza del caldo estivo (ma com'è che da noi le temperature sono più alte ora che a luglio?) ha decisamente facilitato l'uso del fornello per una mega produzione, la mia scorta per l'inverno.
Questa è in assoluto una delle confetture che mi piacciono di più, non troppo dolce e con una punta di acidulo che rinfresca il palato. L'aggiunta di pinoli e uvetta la rendono quasi un dessert, da gustare col cucchiaio...





Ingredienti (per 6 vasetti da 15 cl):
un chilo di prugne (Santa Clara - peso netto)
550 gr di zucchero
due cucchiai di pinoli
una grossa manciata di uvetta
tre cucchiai di rum


Esecuzione:
tagliate la frutta a pezzetti e mettetela, inieme allo zucchero, in una pentola capiente di acciaio inossidabile.
Portate ad ebollizione schiumando man mano, per assicurare la limpidità del prodotto finale; continuate la cottura rimestando sempre.
A me le confetture piacciono "a pezzettoni", nel caso vogliate ottenere un prodotto più omogeneo frullate con un mixer ad immersione. 
Tecnicamente le marmellate dovrebbero essere pronte quando raggiungono i 105 gradi. Le volte che mi sono presa la briga di misurare la temperatura non sono mai andata oltre i 103... Vi assicuro comunque che non ho mai dovuto cestinarne un vasetto per cattiva conservazione, anche dopo un paio d'anni (ma non ci arrivano quasi mai).
Io mi regolo comunque facendone cadere una goccia in un bicchiere d'acqua fredda: se cade pesantemente sul fondo, senza sciogliersi lungo "il tragitto", è pronta.
Aggiungete i pinoli e l'uvetta, rimestate ancora per pochi minuti, giusto il tempo per consentire a questi due ingredienti di "sterilizzarsi" e spegnete. Unite il liquore ed invasate immediatamente. 
Utilizzando vasetti da sottovuoto non sarà necessario sterilizzare; poiché però man mano che si invasa la temperatura della confettura si abbassa, io faccio riprendere il bollore ogni due-tre vasetti.      

                     
   
                           
   

7 commenti:

  1. mmmmmmm...che versione strepitosa di confettura hai preparato, sublime!
    bacioni

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  2. non ho mai fatto nessuna "conserva" in casa perchè il papà "terrorista" mi ha fatto venire mille paranoie riguardo botulino(che però credo sia solo per i sott'oli) o altre cose. d'altro canto io non mi sono mai interessata ai vari procedimenti di sterilizzazione, il che è un vero peccato perchè adoro le crostate e poter fare le marmellate in casa mi piacerebbe. cosa intendi per vasetti per il sottovuoto? non i classici "di recupero"? questa confettura mi piace un sacco! quella di prugne è al primo posto, a parimerito con quella di fichi!

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  3. Il cucchiaio è al contrario, non si usa così....che poi se è tutto impetassato come minchia te lo maneggi che ti immarmelli tutti i ditiddi??

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  4. L'idea dei pinoli e dell'uvetta è molto interessante,grazie per la ricetta.
    Un abbraccio e buona giornata a te.

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  5. Simo: :)))
    Alice: anche per me la confettura di prugne è al primo posto... ma insieme a quella di albicocche ;)). Per vasetti da sottovuoto intendo, tanto per non far nomi, quelli della Bormioli. Funzionano perfettamente a patto che invasi immediatamente, col prodotto bollente. Per il botulino, non preoccuparti, lanciati nelle conserve (dolci, che sono meno pericolose) e vedrai che non ti si guasteranno. Basterà seguire pochissime, semplici, regole: zucchero q.b. (non scendere mai sotto il 50%, in peso, rispetto alla frutta; meglio un po' di più. Ad es, un chilo di frutta, minimo 500 gr di zucchero) e cottura giusta (l'acqua della frutta dovrà essere ben evaporata). Poi... le prime volte puoi sempre farla e consumarla entro poco tempo! Prova e vedrai che le confetture ti daranno un sacco di soddisfazioni. :)) Ciao
    Tinny: ma come c...o parli??? Impetassato? Del resto... è vero, mi sono immarmellata tutte le ditidde... :((
    Mariabianca: interessante e otttima :)) ciao

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    1. Grazie per i consigli! E fortunatamente sono anche già dotata deibarattolini giusti :D

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  6. mooolto golosa, con l'aggiunta di uvetta e pinoli la vedo bene anche per accompagnare i formaggi :-)
    Che colori! è veramente una delizia per occhi e per il palato!

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