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gobeletti integrali al profumo di rosa


In casa mia erano i gobeletti; così, con una elle sola, ma diversi sono i nomi con cui, in Liguria, si designano questi dolcetti: cobeletti, gobelletti, cobelletti, da noi anche gubeletti, come versione dialettale.
Un nome strano per un dolce semplicissimo; di fatto un guscio di frolla che racchiude un cuore di marmellata.
Il cobbelletto era, una volta, una piccola opera d'arte preparata in un'apposita formina metallica dotata, appunto, di un "cappelletto" (cobelletto), da cui nasceva un dolce alto, in proporzione, come un piccolo panettoncino, ben diverso dall'esile e piatta attuale pastina.
Così recita, pari pari, Il codice della cucina ligure, edito da Il Secolo XIX.
Sia come sia, per me saranno sempre i gobeletti e avranno sempre la forma che vedete qui.
Gli stampini li trovai, moltissimo tempo fa, in un negozio di casalinghi; piccoli, monoporzione - ma li definirei più mezza-porzione! - in alluminio, con le scanalature d'obbligo.
Di tanto in tanto, quando ho voglia di una frolla tradizionale - non vegana, per intenderci -, li preparo e in questo blog i gobeletti ci sono già, pubblicati molto tempo fa in occasione di un contest che mi fornì il motivo per scrivere alcuni post un po' demenziali. 
Oggi il mio dolcino cambia - non troppo, invece, la demenzialità - e l'occasione me la fornisce il Calendario del cibo italiano che dedica una sua Giornata al Pasticciotto leccese, aprendo però anche ad altre preparazioni similari.
Cambia perché ho un bel flaconcino di acqua di rose di ottima qualità, acquistata nella drogheria storica di un caruggio genovese; il suo profumo fresco mi riporta a serate primaverili e a dolci fragranze mediorientali.   
Cambia, perché questa volta ho utilizzato una farina speciale, davvero ottima, la Gentil Rosso integrale che mi ha regalato, insieme alla semintegrale di grano duro con cui ho già fatto questi crackers, la mia amica Maria Teresa. In quell'occasione dissi che fa lievitati speciali e confermo, ogni giorno di più, che le sue preparazioni hanno del divino. 
Così, oggi, aromatizzati con una farina esclusiva e un sentore di rosa, un po' divini lo sono anche loro, i miei gobeletti.




Ingredienti (utilizzando piccoli stampi da circa 5,5 cm di diametro si ottengono 12-13 gobeletti):

250 g di farina integrale Gentil Rosso (in alternativa altra farina di grano tenero, integrale o tipo 0)
125 g di burro
80 g di zucchero (100 g la dose esatta, ma a me piacciono con meno zucchero, anche considerando che andranno rifiniti con zucchero a velo)
un uovo, tuorlo e albume divisi
un pizzico di sale
marmellata di lamponi o altra a piacere q.b. (circa 90 g)
3-4 cucchiaini di acqua di rose di ottima qualità



Esecuzione:
impastate il burro con lo zucchero; unite il tuorlo, metà acqua di rose, infine la farina e il sale.
Con una farina tipo 0 l'impasto dovrebbe essere perfetto così, in questo caso ho però aggiunto un po' di albume, per compattare la pasta che risultava troppo friabile.
Lavorate velocemente per non scaldare troppo il burro, formate un panetto e trasferite in frigo per  un'ora.
Unite l'acqua di rose rimasta alla marmellata.
Stendete la frolla ad uno spessore di 2 millimetri circa, tagliate dei dischetti e rivestite gli appositi stampini, lasciandola sbordare. Premetela delicatamente specialmente ai lati, affinché prenda la forma "smerlata". Non è necessario imburrare gli stampi, una volta cotti i gobeletti si sformeranno facilmente, per via della quantità di burro presente nella frolla.
Farcite con un cucchiaino di marmellata (non esagerate se non volete che fuoriesca in cottura! Sono giusti così, rimangono un pochino vuoti) e chiudete con un altro disco di pasta, premendo sul bordo in modo da sigillare il gobeletto.
Se desiderate la forma a cupoletta, come piace a me, sistemando il dischetto di chiusura spingete con i pollici la pasta verso l'esterno, in modo da non creare una fossetta centrale, poi tagliate l'eccesso premendo sul bordo. In questo modo all'interno si imprigiona aria, che si dilaterà in cottura. 
Infornate a 180° per circa 20-25 minuti, comunque fino a coloritura.
Sformate i gobeletti quando saranno tiepidi e serviteli cosparsi di zucchero a velo.



Commenti

  1. Da questa mattina alle 9 sto controllando il tuo blog! 😃
    Finalmente mi godo i gobeletti e le foto, più affascinanti che mai, orgogliosa della farina che hai reso protagonista di questa ricetta, insieme all'acqua di rose.
    È interessante scoprire le affinità tra ricette regionali tipiche, nonostante il diverso nome.
    Grazie di cuore per la menzione e per gli apprezzamenti, un abbraccio affettuoso e buona domenica! 😗

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  2. I gobeletti non li ho mai provati. Saranno sicuramente deliziosi. Sono rimasta incantata da queste foto dove hai saputo rendere perfettamente la loro delicatezza.

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  3. Adoro queste giornate del Calendario! Mi fanno scoprire piatti e dolci di cui altirmenti disconoscerei l'esistenza. E le tue foto sono fantastiche.

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  4. Grazie Fausta per aver condiviso la tua ricetta, resa speciale dall'acqua di rose, un "ingrediente" che devo assolutamente reperire!! Complimenti!

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  5. Ciao fausta sono bellissimi i tuoi dolcetti! Una versione profumata e originale davvero golosa! I miei invece molto tradizionali purtroppo al momento delle foto sono finiti sul pavimento! Il gatto aveva deciso di giocarci mentre io mi sono distratta. Mi segno la tua bellissima ricetta!

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  6. Ciao Fausta :) Non conoscevo questi dolcetti, devono essere buonissimi e adesso devo assolutamente provarli! Che meraviglia le foto, sono stupende <3 Un abbraccio grande grande e buona serata :**

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  7. Fausta, sono veramente incasinata col lavoro, non ho più tempo per nulla... ma dal tuo blog passo e ripasso, anche se di corsa, e scusa se non ti lascio commenti. Ora però ti scrivo perchè sono innamorata di questo blog, delle foto, delle ricette, e perciò avevo voglia di dirtelo. Un abbracio, Alessia

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