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pagnottelle d'oro

La volete sapere una cosa? Questo Calendario produce i suoi frutti anche quando non contribuisco alla sua "costruzione" con una ricetta, perché mi stimola nuove curiosità spingendomi a spulciare vecchi libri di cucina da tempo dimenticati o quasi. Dopo questa , ecco un'altra preparazione tratta da La cuciniera genovese, ossia la vera maniera di cucinare alla genovese; testo dal titolo lunghissimo la cui prima edizione risale al 1863. Ebbene, me lo sono letto e riletto e tra le varie cose che non riprodurrò mai - penso ad esempio ai tordi arrosto infarciti , al budino di pasta frolla con ragout e piccioni e a molto altro -, ne ho trovato diverse altre che invece voglio rifare, come dolci attualissimi che guarda caso rispondono alle esigenze "dietetiche" mie e dei familiari (poco zucchero, pochi grassi animali).  Ho voluto mantenere il titolo originale - pagnottelle d'oro mi sembrava così poetico! -, ma altro non è che un dolce povero a base di ...

pansoti in salsa noci...

... e mi raccomando, panciuti e cicciotti lo devono essere  - altrimenti non si chiamerebbero così - ma di "t" ne devono avere solo una.  Oggi un'altra ricetta genovese per il Calendario del cibo italiano - AIFB : i Pansoti in salsa noci , appunto. L'ambasciatrice non poteva che essere lei, Monica , genovese doc, della quale aspetto il post con moltissima curiosità. Perché se questo piatto è sicuramente uno dei miei preferiti, è anche vero che non lo faccio quasi mai, almeno non nella versione "originale"; diciamo che sovente lo piego ai miei voleri. Si tratta di una pietanza relativamente recente; alcuni fanno risalire la sua prima apparizione al festival gastronomico di Nervi del '61, in realtà era già presente nel '31 nella Guida gastronomica d'Italia del TCI. Certo è che ho sfogliato per benino La cuciniera genovese , testo di metà '800, e di pansoti neanche l'ombra.   Partiamo dalla pasta che deve contenere poche uov...

torta farina di castagne, rapida e "senza"

Oggi vi grazio: non solo vi presento una torta davvero veloce, ma sarò rapidissima anch'io. Va per tutte le volte che avete dovuto leggere dei prologhi molto lunghi e magari noiosi, così andiamo pari ;) . Stavo cercando una ricetta per partecipare al Calendario , quando mi capita sott'occhio questa. Questa e almeno altre tre/quattro altre torte "povere" - che proverò -, di quelle che si facevano una volta, quando non era di moda chiamarle torte "senza" , perché da mangiare c'era quel che c'era e ancora grazie. Il ricettario risale infatti a metà '800 e per me la cosa stupefacente è apprendere come con pochissimi ingredienti riuscissero a sfornare piatti godibili. Un'arte che sta tornando di moda, anche se le motivazioni sono ben altre: come dice Montanari (ultimo capoverso dell'introduzione) , un tempo si aveva terrore della pancia vuota, ora quello della pancia piena. Se vi piace la farina di castagne la torta di oggi fa per voi...

minestra di riso e castagne secche...

... perché oggi per il Calendario del cibo - AIFB inizia la Settimana della Penitenza con ben due ambasciatrici d'eccezione: Alessandra e  Susanna . Prima d'iniziare a farvi fare penitenza - compresa gratuitamente nella lettura del post -, faccio una piccola divagazione. Il mio contributo è tratto da Cucina di strettissimo magro , già fonte di altre fortunate scoperte , ricettario che contiene, appunto, piatti che escludono carne, latte e derivati, uova. Se non fosse per quelle saltuarie incursioni da parte di specie ittiche sarebbe un testo adattissimo anche a chi fa scelte vegetariane o vegane. Un esempio? Cercate la ricetta del f ormaggio magro , pura acrobazia retorica, ma anche prodotto ingegnoso per ottenere qualcosa di grattugiabile con cui sostituire il vero formaggio. Questo con buona pace di chi ritiene arbitraria la terminologia utilizzata oggi dalla cucina vegana, che personalmente non pratico ma rispetto come faccio per qualsiasi altra scelta lecita, alime...

pane dolce al vino e frutta secca

Pandolce? Nossignori: pane-dolce... che poi la sostanza sarebbe un po' la stessa, ma se ci tengo a discriminare è solo perché non vorrei si pensasse di trovare, in questo post, il Pandolce per eccellenza (almeno per me, ligure), quello alla genovese . Il pane di cui vi lascio la ricetta l'ho invece trovato su un interessantissimo libro, di cui avevo già parlato anche qui : "I pani dimenticati", di Rita Monastero. Ogni tanto mi piace sfogliarlo e in questi giorni approfittando di un momento di pausa dal Calendario , ho deciso di rifare questo pane. Ri-farlo, appunto, per la terza volta. Non che le prime due sia andato sprecato, sia ben chiaro, è sempre venuto ottimo nel sapore, ma un po' compatto nella consistenza; sarà che essendo molto ricco di frutta secca diventa pesantissimo per la lievitazione, specie per me che da molto non uso più la manitoba. Così al terzo tentativo, questo, ho cambiato leggermente la ricetta, utilizzando un prelievito, il po...

minestrone? Sì, ma alla genovese!

  Altro giro, altro regalo! E che regalo: oggi secondo il Calendario AIFB è la Giornata del Minestrone "alla genovese", e occorre specificarlo, perché quello alla genovese non è il solito minestrone. Abitando nel Ponente ligure mi sono sentita un po' tirata in ballo; primo perché si parla pur sempre di Liguria, secondo perché adoro letteralmente Genova. Mi piace. Mi piacciono i sui carruggi, le sue piazze, i palazzi, le trattorie, le sue piccole e deliziose drogherie... da noi c'è un detto che recita C'è di tutto come a Genova (lo si dice in dialetto, ma ve lo risparmio). E l'aria che respiro è la stessa che respiravo moltissimi anni fa, quando, adolescente, allontanarmi da casa un intero giorno per andare a girare a piedi quella grande città, per me rappresentava Libertà. Sia chiaro che intendo aria in senso metaforico. Potevo quindi esimermi dal partecipare con un mio piatto? No, mi pare chiaro. Non avendolo mai assaggiato in loco ho ...

pasta gratinata "vruoccoli e muddica"

Calendario !!! Scommetto che eravate preparati. Ma non credo foste preparati al tema odierno: con la Giornata della Pasta con i vruoccoli arriminati oggi è di scena la Sicilia. Per la verità "la Sicilia" entra spesso in casa mia; nella vivace attività di scambio piatti (pieni) che abbiamo avviato con la mia vicina di casa, siciliana doc anche se ligure di adozione, i sapori di quella Terra per me non sono più un buco nero. Caponatine, paste dolci, mandorle e pistacchi, insalate di finocchi e arance spettacolari, sono solo alcuni piccoli esempi di ciò che arriva "di qua" e sempre "di qua" sparisce rapidamente. Per non parlare delle delizie siciliane che assaggiamo "di là". Sia chiaro per tutti che poi i piatti, vuoti ma lavati, tornano al mittente. Torniamo ai vruoccoli. Come tutte le ricette della tradizione non esiste una codificazione ben precisa; ci sono, quello sì, alcuni elementi imprescindibili, ma ho notato come in questo ...