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Visualizzazione dei post da dicembre, 2010

crema inglese

foto presa dal web La crema inglese è un po' più complessa della pasticcera poiché deve leggermente ispessire senza l'aggiunta di addensanti quali farina, amidi ecc.. Per ottenere questo risultato bisogna pertanto fare ben attenzione alla temperatura di cottura, che non deve superare gli 85 gradi (viene chiamata "cottura alla rosa") pena "stracciatura" del tuorlo, che si rapprende formando fastidiosi grumetti. Naturalmente questa preparazione rimarrà comunque molto più liquida della crema pasticcera, non è quindi adatta ad essere utilizzata per farciture. Tradizionalmente viene usata come base per un buon gelato casalingo (ma io uso la pasticcera), per la preparazione di dolci al cucchiaio o come completamento di desserts da servire a fine pasto (ottimo l'abbinamento con l'apple-crumble o con lo strudel). Ed ora che vi siete un po' spaventati, ma anche senza termometro non è difficile farla, vi scrivo la ricetta. Ingredi

la crema pasticcera

foto presa dal web Qualche anno or sono, stimolata da Lisa che a sua volta ne aveva sentito parlare in modo molto favorevole, mi iscrissi ad un corso di pasticceria base. In realtà non credevo di dover imparare granché, in fondo erano anni che mi davo da fare con paste frolle, impasti lievitati, biscotti e creme; ma la curiosità di venire in contatto con nuovi metodi di lavorazione, o magari semplicemente imparare a cambiare qualche dose nella preparazione degli impasti, fu più forte. Per fortuna. Ora sono contentissima di aver fatto quest'esperienza che mi ha insegnato, tra l'altro, come un utilizzo appropriato di una semplice attrezzatura di cucina ed un po' d'impegno, possano produrre piccoli miracoli. Devo pertanto ringraziare il nostro maestro, Fabio, persona onesta e paziente, dalla cui scienza rubo questa ricetta. Naturalmente esistono diverse versioni di crema pasticcera; io vi propongo quella di Fabio la cui particolarità è di essere estremamente faci

torta di mele Bolzano

  Tempo fa trovai, qui, questa ricetta. Poiché le mele mi piacciono moltissimo, specie se cotte ed ancor più se parte integrante di torte soffici, la memorizzai in una cartella del pc sotto il nome "torta di mele, melosissima", il che vi dà già un indizio circa l'elemento preponderante. In questi giorni avevo giusto voglia di una torta così e l'ho fatta. Pensavo che avrei dovuto ridurre un po' il burro e lo zucchero ma ho resistito per testare la ricetta originale che, in diversi blog e forum, veniva segnalata come super-stra-non-plus-ultra-buona. In effetti molto buona lo è (certo, devono piacere le mele cotte!), ma avrei fatto meglio a seguire l'istinto. Per i miei gusti risulta un po' dolce e tutto questo burro non è indispensabile. La prossima volta apporterò le mie variazioni, giusto per limitare un po' zuccheri e grassi saturi, ma in ogni caso... ce la siamo spazzolata in quattro e quattr'otto! Nonostante le torte di mele siano tip

sformatino di carciofi

Come ho già avuto modo di dire, ad Antonio i carciofi non piacciono molto... con ciò, non mi arrendo e cerco in tutti i modi di farglieli trangugiare. Un modo ormai l'ho trovato, sono i carciofi ripieni alla pugliese; ma anche se si tratta di una ricetta gustosa e "comoda", perché consente di utilizzare in modo intelligente gli avanzi di pane, sono comunque alla ricerca di altri modi di cucinarli che mi consentano di variare un po'. L'altro giorno una bella cassetta di carciofi liguri (di Albenga) occhieggiavano sugli scaffali di uno dei negozi di frutta e verdura dove a volte mi servo e m'è venuto in mente che avrei potuto trasformarli in un appetitoso sformatino. E' stata una fortuna, perché, pur avendoli acquistati con l'assicurazione che erano tenerissimi e da consumare crudi, in realtà un po' duretti lo erano... così trasformati, però, sono venuti spettacolari.      Ingredienti: (per 6 persone) 6 carciofi 2 uova 3 cucchiai di p

risotto al radicchio tardivo con nocciole caramellate

Il risotto al radicchio tardivo di Treviso è un classico; l'abbinamento di questa verdura con la frutta secca (solitamente noci, qui nocciole) altrettanto... L'insieme? Una gustosa ricetta.   Ingredienti: (per 4 persone) 320 grammi di riso Carnaroli 2 cespi medi di radicchio tardivo di Treviso 1 scalogno 1 bicchiere di vino bianco secco 1,2 litri di brodo vegetale in aggiunta: 1 cucchiaio di olio di nocciole per mantecare (in assenza un po' di burro) 90 grammi di formaggio Pont l'Eveque per mantecare (in assenza Brie) 15 nocciole tostate 3 cucchiai di zucchero per il caramello Esecuzione: preparate la frutta caramellata: scaldate le nocciole in una padella antiaderente senza l'aggiunta di altri grassi; tenetele in caldo chiudendole a cartoccio in un quadrato di alluminio da cucina. Fate sciogliere lo zucchero con un cucchiaio d'acqua fino a doratura; versate le nocciole, giratele bene in modo che si caramellino uniformemente poi, q

buon natale

25 Dicembre, Mezzogiorno No, sul serio, siamo più organizzati di quanto non sembri. I vestiti sono tutti lavati e piegati. Ho dato da mangiare agli uccelli, poi ai gatti, Ora i gatti sono fuori: stanno cacciando gli uccelli. Ormai è chiaro. La panna non vuole montare, Le sue onde bianche e sinuose si fanno beffe del frullino. Il gatto balza tra l'erba alta, disperdendo gli stormi. La pila di camicie stropicciate ha oscillato ed è caduta. Penso sia ora di fare un brindisi e poi di andare a fare un giro e girando tra i passanti dichiarare Buon, Natale, a tutti voi. (Alison Brackenbury Light Unlocked: Christmas Card Poems)

una giornata particolare

Nonostante il titolo che ho voluto assegnare a questo post, non sono una cinefila, anche se il film in questione, con la Loren e Mastroianni, a suo tempo mi piacque moltissimo. Abbandonando il gioco delle citazioni, la giornata a cui mi riferisco é quella che ormai da diverso tempo, una volta all'anno, nel mese di dicembre, Lisa ed io trascorriamo insieme. Il pretesto è sempre quello di pasticciare divertendoci con i nostri impasti colorati ed aromatici; il sottinteso quello di trascorrere un giorno diverso, perdendosi in chiacchiere, libere dalle tipiche ansie legate ad impegni ed orari. Non è il caso di dilungarmi troppo in una cronaca che credo susciti interesse solo in noi due ed in pochi intimi, ma mi fa piacere, invece, in questo mio spazio, dedicare un angolino a quella che ormai, per entrambe, è diventata una piacevole consuetudine. Pertanto... oggi niente ricette e, fuori da ogni retorica, lascio il racconto alle foto. per Silvietta work in progress

cuoricini alla vaniglia

Frollini semplici , buonissimi e facilmente modellabili nelle forme più svariate, fin dove vi consentirà di spingervi la vostra fantasia (riuscito lo spot?) Questi biscotti nascono infatti a forma di mezzaluna, ma con  Lisa, un paio di anni fa, abbiamo deciso di farli tondi con la ciliegina al centro ed è proprio così che volevo farli anch'io, quest'anno, senonché... ho sbagliato impasto e ne sono nati i bacetti alle ciliegie ! Quando me ne sono accorta, una terapia a base di auto-insulti per essermi fidata troppo della memoria non è servita a granché; già usate le ciliegine e visto che ormai quel che era fatto era fatto, son dovuta correre ai ripari puntando su quest'altra forma, a cuoricino appunto, decorato e colorato con l'ausilio di un mezzo pistacchio. Se li taglierete con stampini molto piccoli, come il mio, vi consiglio di farli un po' spessi (almeno 4/5 millimetri) in modo da sentirne la consistenza quando li gusterete. Ma qualunque sia l'aspetto

baci di dama (a modo mio)

Sì, lo voglio specificare:"A modo mio", perché dopo che in molti libri ho letto, e per altrettante volte provato, la ricetta classica dei baci - farina, burro, farina di nocciole e zucchero, tutto in parti uguali - con alterni risultati (" Riusciranno? Si spiattelleranno sulla teglia? Sì, che belle cupolette! O no, che frittelle! "), alla fine ho fatto di testa mia. E dài e dài, metti questo, riduci quell'altro, alla fine ce l'ho fatta e la mia ricetta è venuta alla luce. Ora non l'abbandono più. Sono ormai anni che realizzo i miei baci di dama; non saranno quelli originali ed ortodossi ma almeno mi vengono sempre perfetti.   Ingredienti: (dose per 150 biscotti - 75 baci di dama) 250 gr di nocciole tostate 170 gr di farina 00 80 gr di fecola di patate 150 gr di burro 120 gr di zucchero a velo cioccolato fondente Esecuzione: tritate finemente le nocciole, mettendone nel mixer piccole quantità alla volta in modo che non abbiano modo di

chocolate crinkle cookies

Finalmente un  biscotto al cioccolato; ammetto subito di averlo "rubato" a cuochetta in punta di piedi. Una ricetta simile mi aveva già incuriosito quando l'avevo notata sfogliando distrattamente le pagine di un libro di dolciumi, trovato in un autogrill dell'autostrada. Il libro non lo comprai, ma memorizzai ingredienti e dosi ed uscita dal locale non tardai a scriverli.   La prossima volta, forse, la proverò, per il momento ho preferito quella di Valentina che vi ripropongo. Una nota: come si evince dal nome, i biscotti devono acquistare un aspetto screpolato, forse questo è il motivo per cui viene aggiunto il lievito. Io, però, non l'ho messo; essendo previsto un lungo riposo del composto ho pensato che il lievito istantaneo avrebbe perso la sua efficacia. Forse la prossima volta proverò con un pizzico di bicarbonato, ma i biscotti sono venuti molto buoni anche senza alcuna aggiunta.         Ingredienti: 225 gr di cioccolato fondente 60 gr di burro

ovis mollis

Questa è una pasta morbida e molto lavorabile; si presta bene ad essere modellata in molte forme, anche se, come suggerisce il nome, è preferibile farne piccole palline con al centro un po' di confettura d'albicocche. La presenza di tuorli sodi le conferisce un'intensa colorazione gialla oltre che, a cottura avvenuta, una friabilità davvero godibile... insomma, avrete un frollino che si scioglie letteralmente in bocca. Come dicevo, la forma dovrebbe ricordare quella delle uova (molli e tenere, appunto), col tuorlo rappresentato da un bel "bottoncino" di confettura.   Poiché non vengono utilizzati gli albumi potete in alternativa: rassodare le uova intere, col problema di dover poi consumare i bianchi in qualche modo o buttarli, oppure cuocere i soli tuorli (una sorta di uovo in camicia... ma senza camicia!) e sfruttare gli albumi, crudi, per farne meringhe o altro genere di preparazione.  Io, ad esempio, uso questo secondo metodo, per cui quando faccio gli

un abete commestibile

Ecco la sorpresa cui accennavo ieri. La pasta con cui è stato realizzato questo alberello è la stessa dei biscotti a scacchi bianchi e neri . Personalmente ho usato l'impasto bianco, riservando quello al cacao alla sola stellina (che volendo può anche essere glassata prima del montaggio; io non avevo tempo e l'ho lasciata così), ma naturalmente nessuno vieta di fare il contrario o provare abbinamenti diversi (uno strato bianco, uno nero e così via). Unico accorgimento: per “incollare” le decorazioni usate cioccolato bianco per la pasta pasta chiara, così sarà più facile mascherare qualche sbavatura; viceversa, per la pasta scura prediligete il fondente. Ad un anno di distanza... aggiorno le foto! Ecco qui quella nuova Vi serviranno: - 125 grammi di impasto, steso ad uno spessore di 3-4 millimetri; - frutta secca mista a piacere (pezzetti di noce, mandorla, nocciola o pistacchio, uvetta, datteri, albicocche ecc); - frutta disidratata a piacere (

biscotti bicolori

Quella che pubblico oggi è la ricetta di uno dei miei biscotti prediletti; è friabile e delicato ed il gioco di impasti bianco-nero mi diverte moltissimo. Anche in questo caso si tratta di una pasta molto duttile: io la uso spesso nel caso mi serva una "frolla" (attenzione, essendo molto "morbida" non è adatta a farne crostate) i cui bordi, in cottura, mantengano un taglio netto e pulito. A meno che non abbiate mani che riescono a scaldare bene il burro (io in inverno, le ho molto fredde), inizialmente vi sembrerà che l'impasto non possa compattarsi. Resistete alla tentazione di aggiungere altri ingredienti; poco alla volta vedrete che riuscirete ad unire tutte le briciole formando un panetto modellabile. Tenete in considerazione questa ricetta: domani ci sarà una piccola sorpresa che, nel caso ne abbiate voglia, avrete ancora il tempo di realizzare per natale. (dosi per 90 biscotti circa) Ingredienti: 350 gr di farina 250 gr di burro 120 gr di

bacetti alla ciliegia

A dir la verità, questo frollino doveva chiamarsi: "lunette delicate", ma dalla foto potete ben capire che, avendone cambiato l'aspetto originale, troppo simile ai ferri di cavallo alle noci, anche il nome non poteva più essere lo stesso. Ho optato pertanto per questo :"bacetti", di cui l'uso del vezzeggiativo vi anticipa delicatezza e friabilità. Si tratta di un impasto molto semplice; può essere facilmente modellato in varie forme senza che queste si deformino in cottura. E tanto mi basta: odio passare ore in mezzo a tagliabiscotti ed altri arnesi di cucina, per vedere le mie creature, una volta sfornate, ridotte ad un unico ammasso informe ed indistinguibile. Poiché, come consueto, la dimensione è abbastanza ridotta (peso singolo, ciliegina a parte, dai 9 agli 11 grammi), non mettetevi a ridere o a tacciarmi di "ligure", ma... invece di mezza ciliegia ho dovuto metterne un terzo (tagliando poi gli spigoli per arrotondarne i bordi )! M

ferri di cavallo integrali

Il primo dei biscotti che vi propongo, fa parte, ormai, dei miei "must" e non manca mai nei pacchettini che preparo per farne dono nel periodo natalizio. Si tratta di dolcetti dal sapore "invernale", vista la presenza di noci e cannella. Io li trovo molto buoni; li faccio, come del resto tutti gli altri, molto piccoli (come vedete nella foto sotto). Un piccolo segreto di cottura: poiché complessivamente, in questi giorni, impasto ed inforno circa una dozzina di chili di pasticcini vari (io li chiamo biscotti, ma, come vedrete, si tratta praticamente di pasticceria secca), per poterli cuocere in stile "catena di montaggio" preparo tre teglie coperte con un foglio di alluminio da cucina. Metto i biscotti in una di queste, senza imburrare , ed inforno. Mentre una teglia è in cottura ne preparo un'altra, la terza si sta invece raffreddando; e così via: fuori una, dentro l'altra. Quando sforno avrò solo da cambiare il foglio

la puglia in un carciofo

La ricetta per un secondo gustoso? Questi carciofi li avevo "scoperti" lo scorso inverno, quando, sempre alla ricerca di qualche modo stuzzicante per cucinare le verdure che ad Antonio non piacciono molto, avevo curiosato in uno dei blog che seguo abitualmente: Gustosa...Mente . Poi la stagione dei carciofi era finita, senza che ne facessi niente. Ora che questi ortaggi, che annovero invece tra i miei preferiti, sono tornati a far capolino sulle bancarelle del mercato, ecco che ho rispolverato l'idea e ieri l'ho realizzata. Ho seguito la preparazione quasi alla lettera, unica variazione le olive al posto delle acciughe ed una piccola giunta di pecorino grattugiato nel ripieno. Resisto stoicamente, pertanto, alla tentazione di uno spudorato copia-incolla; voglio invece mantenere il titolo originale, in omaggio ed in segno di ringraziamento a Leda, che mi ha concesso la pubblicazione della sua ricetta.   A titolo di cronaca aggiungo che la

nuova icona

da oggi... ...sul vostro video, in alto, nella stringa "http://caffecol...." trovate il mio nuovo luogo (questo che vedete qui sopra - è un biscotto con nastro disegnato da me) anziché la consueta "B" di "blogger"! Non escludo che domani la mia pagina non sia più visitabile (ho "smanettato" un po' in base alle indicazioni del sito "creare blog" ), per il momento sono riuscita ad inserirlo...incrocio le dita e vediamo se fra 24 ore sarò ancora visibile.

focaccine alle noci e castagne

Appena un paio di ricette salate, prima di cominciare la preparazione dei miei consueti diversi chili di biscotti natalizi, che pubblicherò man mano. Ecco dunque la prima: si tratta di focaccine, molto buone, da realizzare con le ultime castagne di stagione. Per prepararle ho preferito iniziare la sera prima, procedendo con la tecnica del "poolish". Chi non la conoscesse può, come consueto, cercarne qualche applicazione in Profumo di lievito ; Adriano è un professionista dei lievitati. La prima volta che mi sono imbattuta in questo tipo di preparazione è stata su un numero del mensile "A Tavola", poi l'ho conosciuto meglio attraverso i food blog che frequento e, da ultimo, anche su un libro, interessantissimo, sempre scoperto attraverso le mie consultazioni in rete, che è: "Pane e roba dolce" delle sorelle Simili. A dispetto dell'estetica un po' datata e, per chi come me é abituato a foto che da sole valgono la ricetta, anche poco invit

banoffee pie

Ecco un dolce che vi farà sicuramente fare bella figura nel caso di un invito, ad un pranzo o ad un a cena, a cui avete in modo improvvido aderito proponendo: "Il dolce lo porto io!" (vedi wonderuzza). Si tratta del banoffee-pie, ricetta che avevo promesso di postare in occasione della pubblicazione del "dulce de leche". A dispetto di quel che potrebbe sembrare a prima vista, è un dolce veloce da realizzare... basta avere, bello pronto in frigo, magari preparato anche due-tre giorni prima, questo benedetto dolce di latte; appunto. Il nome nasce dalla contrazione (chi ha una formazione classica la chiamerebbe crasi) delle due parole "banana" e "toffee", così vi ho anche dato un'indicazione circa gli ingredienti principali. Se non vi piacciono le banane, o per creare un diverso abbinamento, potrete naturalmente sbizzarrirvi con la fantasia, purché, la ragione la vedrete, cerchiate di evitare frutta troppo succosa. Così, ad esempio, pe

marmellata aranciocc

Questa volta posso finalmente chiamarla marmellata! Sì, insomma, le versioni circa la distinzione tra marmellata e confettura sono numerose, ma la più accreditata sembra essere quella che definisce "marmellata" la composta di soli agrumi, "confetture" tutte le altre. Se qualcuno avesse da obiettare, mi spiace, ma non basterà la giunta di gocce di cioccolato a far sì che, non contenendo più esclusivamente arance, io definisca la mia delizia in modo diverso; marmellata l'ho chiamata, marmellata rimane!    Detto questo, passo subito alla ricetta, di resa modesta ma di facile esecuzione eccetto che per una piccola accortezza di cui tenere conto e che vi illustrerò. Premessa: io ne ho fatto pochissima, con delle arance che non mangiavamo; la resa è stata quella che vedete in foto: due vasetti ed un bicchierino. Naturalmente potete sempre aumentare gli ingredienti in proporzione. Ingredienti:  1,1 chili di arance (netto circa la metà) 300 grammi di zuccher

avanti, marsh...mallow

Oggi una ricetta dolce per far felice la dolce Nicki (ma anche la Leti, la Susi..); visto che me l'ha chiesta, come fare a dire di no? In realtà i marsh li avevo già fatti un paio di volte tempo fa, sempre su incitamento della mia cara nipotina; la ricetta era leggermente diversa e non prevedeva l'uso dell'albume. Ho visto in seguito, in molti blog inglesi e non, che spesso questo ingrediente viene aggiunto, cosa che consente anche un utilizzo ridotto di gelatina, composto che proprio salutare non è. Ecco quindi cos'è venuto fuori, questa volta, dal cappello a cilindro: dei marshmallow molto "sofficiosi", adatti ad un pubblico adolescente che, sono sicura, prossimamente mi chederà di replicare in sua presenza...  (vero?) Ingredienti: una busta di gealtina in fogli un albume 1/4 di tazza di glucosio liquido (circa 100 grammi) 1/2 tazza d'acqua (125 grammi) 1 tazza di zucchero (220 grammi circa) zucchero a velo e maizena Esecuzione: P

da oggi...

Da oggi le ricette sono stampabili! Troverete questo logo, molto carino, in fondo ad ogni post.  

dulce de leche ràpido

Qualche tempo fa attraversai il mio "periodo caramello". La degna conseguenza fu che comprai un librettino sul tema e cominciai a provare ricette e ricettine, torte e cremine... insomma, inutile sottolineare che a farne le spese furono gli ospiti, nel senso duplice del termine di ospitati ed ospitanti. Così, sia che fossimo invitati, nel qual caso mi proponevo per contribuire con il dolce, sia che fossimo noi ad organizzare, la conclusione del pasto era inevitabilmente un dessert caramellato.    Gli invitati, comprensivi, abbozzavano e si adeguavano in attesa di momenti migliori.  Nel mio "girovagare" tra pagine di libri e blog, trovai questo dulce de leche che ora vi ripropongo. Tanto "veloce", in realtà,  non è, ma è comodo, sempre che abbiate un buon rapporto con le multinazionali (cosa che in verità io non ho, ma quando proprio è necessario...). Si tratta infatti di partire da una scatoletta di latte condensato (ed io conosco solo una m

lo faccio anch'io...primosale

Dopo aver letto, qualche tempo fa, che Le Coin Gourmand aveva fatto il formaggio, beh, confesso che un po' d'invidia m'è venuta. Potevo non provare a farlo anch'io? Non potevo. Difficile non mi sembrava; ingredienti: pochissimi; procedimento: semplice; attrezzatura: ho tutto (compratevi 'sto benedetto termometro da cucina!). Unico difetto: bisogna prenderci un po' la mano perché si rischia di sporcare un po' troppa roba, e per me che non ho la lavastoviglie... Partiamo col dire che il sistema funziona davvero, l'ho già fatto tre volte ed il risultato è sempre stato notevole. Ovvio, non è che potete pensare di mettervi a produrre fontina, taleggio, emmental, bra, ecc. ecc., primosale è e primosale rimane, anche se ho letto (proverò e ve ne darò conto) che con qualche accortezza una breve stagionatura si può fare. Contrariamente a quanto riferito da Le Coin Gourmand, io ho provato dapprima con due litri di latte; non ho misurato bene la r